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Pascoli, Giovanni - Vita, opere e poetica

Appunto di Italiano sulla vita del poeta italiano Giovanni Pascoli e della sua poetica del fanciullino, che lo ho caratterizzato nella letteratura italiana.

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PASCOLI:
1855 San Mauro di Romagna. 7 anni :collegio padri scolopio ad Urbino. 1867: Morte del padre. 1873-1882: Bologna, Esaminatore Carducci. Frequenta il gruppo socialista di Andrea Costa, che era ancora nella sua fase anarchica e sosteneva ancora l'insurrezione armata. Implicato nelle manifestazione dell'anarchico Passanante, attentatore di re Umberto -> 3 mesi carcere. Ripresi gli studi si laureò 1882 su Alceo. Cattedra Liceo di Matera: insegna massa al ritorno, con le due sorelle. 1890: Liriche di Myricae. 1892: Concorso vinto di poesia latina ad Amsterdam. 1895-1906: Professore universitario prima di latino e greche all'università di Bologna poi Messina e poi Pisa. Poi affitta per le vacanze a Castelvecchio di Barga in Garfagnana, dove si rifugerà con la sorella Maria. Escono: Primi Poemi Conviviali, un lavoro di criticità dantesca, la prosa e il fanciullino, due discorsi leopardiani, i poemetti e i Canti di Castelvecchio e i Poemi Conviviali. Nel 1906 succedette a Carducci a Bologna e muore nel 1912 a Bologna.
TEMI DELLA POESIA PASCOLIANA:
1. Poesia dell'infanzia e del nido, della campagna e della memoria: il mito simbolo alla base della poesia è il mito del nido, di un piccolo mondo ricco di affetti, coltivati come in un giardino chiuso che offre un rifugio dal caos e dalla violenza dal mondo esterno. PAscoli infatti avverta con sensibilità acutissima il disgregàrsi del positivismo e sul piano storico i preannunci della prima guerra mondiale. Al tema nido-rifugio è connesso quello dell'infanzia e quello della campagna nativa ripercorse dal tema della memoria con malinconia e contrapposte al binomio maturità-città , con impostazione tipicamente decadente.
2. Poesia delle piccole cose, oggettiva e realistica : i temi del nido dell'infanzia e della campagna vivono attraverso le cose più minute della natura -> poetica dell'oggetto o verismo pascoliano.
3. Carattere intuìtivo ed a logico della poesia concomitanza col simbolismo coevo: spesso elementi apparentemente realistici esprimono una realtà diversa. Simbiosi tra realismo e simbolismo che si ottiene tramite l'analogia. Altre volte invece la realtà diversa non proviene da elementi concreti, ma da segreti suggestioni dell'animo. -> Poesia del mistero con visioni di morti cosmiche vertigini.
4. Utilità della poesia: il suo socialismo come disse Gramsci, fu più di cuore che di testa in quanto egli rifiuta la lotta di classe; in realtà è influenzato dall'umanitarismo evangelico dei russi secondo cui ci fu un infanzia del mondo in cui tutti gli uomini vivevano in armonia e in fraternità. Quindi era un'utopia consolatoria che rifletteva il mito del nido che diventa il mito della nazione.
MYRICAE: la raccolta uscì perla prima volta nel 1890, poi varie edizioni fino a quelle del 1903. Il titolo è ricavato da un verso Virgiliano "non omnes arbusta iuvant umilesque miricae". Poesia dimessa diversa da quella carducciosa ufficiale e anche da quella aristocratica di d'Annunzio "sono frulli d'uccielli, Stornire di cipressi, lontano cantare di campAne" Poesia di piccole cose inerenti per lo più alla vita della campagna quadretti rapidissi di pochi versi, impressionistici, dove le cose sono definite con esattezza con loro nome. Prunalbo. In Miricae ci sono anche però poesia di forte valenza simbolica più tema dei morti. Temi più ricorrenti: la natura, il contrasto vita morte,primavera ed autunno, il senso del mistero, il tema del nido e della famiglia.
Canti di Castelvecchio: 1903, struttura più complessa e approfondimento dei temi già presenti nelle miricae, ma si amplia il tema della memoria e dei lutti familiari, in particolare si amplia il tema della memoria e dei lutti familiari con le allusioni simboliche, forte senso del mistero connesso al dolore della vita e all'angoscia della morte. Canti indica un'ambiione poetica maggiore che in Miricea, e infatti aumenta anche la misura strofica, le figure retoriche e i legami con i canti di Leopardi, da cui prende il tema della ricordanza, il rapporto uomo natura però in modo antifrastico. Importante anche la dimensione onirica del sogno.
Poemetti: 1897, primi nel 1904 e i nuovi 1909, sono una vera e propria epica rurale sul modello delle georgiche e cantano in terzine dantesche la vita contadina e i lavori dei campi forte il tema del contrasto tra infanzia e maturità e Campania-città. Società patriarcale e contadina e società industriale.
Poemi conviviali(1904) Titolo tratto dalla rivista Convitò di Alfredo De Bosis, ma allude anche ai canti degli aedi dei conviti. È in endecasillabi sciolti, richiama miti e figure del mondo classico. Miti stravolti dalla personalità decadente di Pascoli, che li rende simboli dell'infelicita e del mistero.
Carmina: altre raccolte, uscite postume in latino. I poemi italici del 1911 odi e inni 1906 e le canzoni di re Enzio de 1911 e il poema del Risorgimento. Questi ultimi tre esprimono il concetto di poema vate che canta le glorie della gente italiaca. Le prose: Pagine di critica dantesca, i due discorsi di Leopardi sul sabato e sulla ginestra e nel1911 il discorso la grande Proletaria.
Stile: la poesia di Pascoli nasce da un verso isolato, ma dall'insieme di atmosfere, suoni ed impressioni e raccordi simbolici di ogni singolo componimento. Questa suggestione nasce dal suo sperimentalismo che scardina la forma poetica tradizionale e si attua su vari piani:
- piano lessicale: 1. Uso di termini precisi persino tecnici tratti da linguaggio settoriali per indicare piante animali, lavori dei campi. Esempio Prunablo per bianco spino. Questo risponde alla ricerca simbolistici decadente di Termini rari e preziosi che conferiscono suggestione educativa e fonica. Esempio Viburni nel gelsomino notturno in cui il suono cupo suggerisce il senso del mistero.2 in missione nel contesto poetico anche di parole umili e quotidiane come trifoglio frasca e lupinella o addirittura di origine dialettale. Per esempio nella poesia Italy, mescola parole del dialetto garfagnino ad altre del gergo italo-americano degli immigrati.
- piano strutture foniche: Fonosimbolismo 1. Uso dell'allitterazione. 2. Uso dell'onomatopea che riproduce rumori e voci di animali ( gre gre di Ranelle) 3. Uso della rima interna ( sciabordare delle lavandare)'
-piano retorico: 1. Uso della sinestesia ( odore di fragole rosse) 2 uso dell'analogia( la chioccetta per l'aria azzurra va con il suo pigolio di stelle).
- piano sintattico: 1. Rifiuto quasi sistematico della subordinazione, uso dell'asindeto. 2. Uso frequente della sintassi nominale
- piano metrico-ritmico: il ritmo è molto particolare per l'uso virtuosistico delle pause, degli accenti, della punteggiatura degli enjambement. A volta è la punteggiatura(...,?,!) a orchestrare modulazioni. L'uso frequente dell'enjambement contribuisce poi al ritmo franto e desueto del verso pascoliano. Tuttavia il verso riesce ad una prima lettura semplicissimo.
- significato stile pascoliano: suggerisce temi e tecniche espressive a gran parte della poesia del '900' a partire dai crepuscolari.
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