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Pascoli, Giovanni - Temporale, Lampo e Tuono

Appunto di Italiano con analisi delle tre liriche di Pascoli: temporale, lampo e suono. E' inoltre presente il pensiero e il perchè ha scritto queste liriche

E io lo dico a Skuola.net
Giovanni Pascoli - Temporale, Lampo e Tuono

Le tre liriche Temporale, Lampo e Tuono hanno un tema atmosferico rappresentato attraverso effetti visivi ed uditivi, che richiamano un avvenimento interiore e soggettivo. L’angoscia del poeta implica un’opposizione tra esterno ed interno, tra mondo e nido, un nido in cui vi è protezione, calore e salvezza. Tutte e tre le liriche ricorrono ad un’antitesi fra il nero della notte e il bianco della casa espressa anche dal canto della madre e dal moto di una culla.

Temporale
Un bubbolìo lontano. . . (onomatopea ma anche toscano parlato)
Rosseggia l’orizzonte,
come affocato, a mare: (infuocato, termine dantesco)
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare: (metafora, pittura simbolica rappresenta un correlativo oggettivo, in quanto la realtà esterna allude all’angoscia interiore)
tra il nero un casolare: (antitesi-o anche analogia- tra il nero del cielo e il bianco del casolare)
un’ala di gabbiano. (simbolo della poesia che varca il tempo tornando al passato)


Il lampo

E cielo e terra si mostrò qual era: e-> indica il discorso che continua
pausa che simboleggia l’angoscia
la terra ansante, livida, in sussulto; (caratteristiche umane)
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto ossimoro e allitterazione (il bianco può essere anche simbolo della morte)
una casa apparì sparì d'un tratto; (asindeto che sottolinea la fulmineità)
come un occhio, che,largo,esterrefatto, (lampo, sparo)
s'aprì si chiuse, nella notte nera.
(Cielo e terra potrebbero essere padre e madre, l’occhio spalancato sarebbe il ricordo del volto del padre, prevale l’immagine.)
Tuono
E nella notte nera come il nulla,
.a un tratto, col fragor d'arduo dirupo
.che frana, il tuono rimbombò di schianto: (fono simbolo e onomatopea, sparo dell’assassino)
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo, (allitterazioni per richiamare il suono)
.e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,
e poi vanì. Soave allora un canto
s'udì di madre, e il moto di una culla. (via dell’amore e del riparo in opposizione a nulla)

Novembre
il tema è una situazione interiore resa attraverso una metafora. Novembre è una stagione dell’anima. L’estate di San Martino dove il bel tempo rappresenta un’illusione della primavera. Le tre strofe sono saffiche (tre endecasillabi e un quinario) con rima alternata.
Gémmea l’aria, il sole così chiaro
Che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l’odorino amaro (biancospino)
senti nel cuore.
Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
Di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante (suono quando si calpesta il terreno)
sembra il terreno. (allitterazione s)
Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E’ l’estate, (ipallage, fragile è riferito a cader) (enjambement)
fredda, dei morti.
( L’estate di San Martino anticipa la commemorazione dei morti, è il simbolo di un illusione. L’unica salvezza sta nel vivere e nell’amare) le prime due strofe rappresentano la stessa cosa da due punti di vista differenzi, nella terza l’antitesi è risolta dal giudizio che l’estate è fredda, dei morti.
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