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Pascoli - Poetica

Il Fanciullino esprime la sua poetica secondo cui dentro ogni uomo c’è un fanciullino musico (sentimento poetico) che nell’infanzia compare, ma da adulti non riusciamo ad ascoltarlo perchè siamo troppo impegnati a lottare per vivere. Età veramente poetica quindi è solo l’infanzia e in cui tutto genera stupore; la poesia viene vita in tutte le cose, non è inventata, ma scoperta. Quindi il fanciullino è chi dialoga con le cose e gli animali che si commuove senza motivo, egli non ha un comportamento razionale ma analogico e intuitivo come la poesia. Tutti hanno sentimento poetico che conduce gli uomini a sentirsi fratelli, quindi la poesia ha anche utilità morale ed ha una funzione consolatoria, quindi il poeta deve avere natura socialista, cioè umano.
I temi della sua poesia sono: l’infanzia, il nido familiare, la campagna e la memoria; egli aveva una personalità nevrotica con problemi di sessualità inibita, timore per il peccato e morboso amore per la sorella, il suo nido è un mondo chiuso e piccolo, che ripara dal mondo esterno violento; egli ritorna ai paesaggi nativi con la memoria e rimane ancorato all’infanzia, ciò si contrappone al tema adulto-città, secondo una dialettica del decadentismo; infanzia, campagna e ricordi sono ripresi con un’osservazione stupita attraverso le piccole cose della natura (lamenti e versi degli animali, rumore delle cose, che ha definito il concetto di poetica dell’oggetto o verismo pascoliano).
Molte volte questo realismo diventa simbolico mediante l’utilizzo di analogie infatti il fanciullino scopre il mondo esaminando le relazioni, altre volte le sensazioni ci fanno sentire cose non percepite dai sensi e si aprono visioni misteriosi (morti,voci arcane) che lo avvicina al simbolismo straniero.

Contraddizioni al socialismo del Pascoli

Egli pur essendo simpatizzante socialista rifiutava la lotta di classe perchè fu influenzato dall’umanitarismo evangelico russo, che ricordava la fraternità nell’infanzia,il suo nido era in fondo la paura degli scontri di classe che aveva la borghesia di fine secolo
Egli inoltre fu nazionalista e colonialista perchè vedeva l’Italia come una nazione proletaria a cui erano necessario altre terre per limitare l’emigrazione

MYRICAE: sono la sua prima raccolta poetica 1890 + altre edizioni titolo ricavato da un verso di Virgilio, e riporta al concetto di una poesia semplice , fatta di piccole cose della vita di campagna veloci che alcune volte esprimono anche valore simbolico;

CANTI DI CASTELVECCHIO: Seconda raccolta 1903 approfondisce i temi dell’infanzia, la campagna e il mistero, compare il tema della memoria e dei lutti familiari , in essi simbolo e realtà si compenetrano , infatti da osservazioni del reali si generano trasalimenti d’animo e simboli.

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