La poetica di Giovanni Pascoli

Con Pascoli entra in Italia la poesia moderna. È la poesia del Decadentismo, un movimento di rilievo europeo che a livello poetico si manifesta in Francia, prima con Baudelaire a metà del secolo e poi, negli anni Settanta dell’Ottocento, con i Simbolisti (come Rimbaud e Verlaine).
In buona parte Pascoli è inconsapevole di questa vicinanza della sua lirica a quella degli irregolari e scandalosi poeti francesi, ma la sua sensibilità profondamente intuitiva lo porta a produrre l’arte del suo tempo, un tempo difficile e inquieto.
Apparentemente, Pascoli è soprattutto poeta della natura. I suoi contemporanei lo lessero così. Tuttavia la natura da lui descritta è misteriosa e indecifrabile, cela segreti che l’uomo non comprende e che lo strappano alle sue certezze. Il poeta, grazie alla sua sensibilità, coglie questi aspetti minacciosi e magici nel mondo che ci circonda e li comunica agli altri esseri umani, anche se non è in grado egli stesso di interpretarli.

Pascoli stesso, come uomo, non era soddisfatto di avvertire nell’universo aspetti così spaventosi ed enigmatici, e infatti spesso cerca rifugio in una visione del mondo limitata e consolatoria, dicendo chiaramente di non volersi allontanare da una vita semplice e nascosta e di non volere conoscere troppo della vita e del suo mistero; questo atteggiamento porta a volte la sua poesia, che nelle parti migliori è visionaria e inquieta, a diventare lamentosa e retorica.
Il linguaggio impiegato da Pascoli è completamente diverso da quello della tradizione. Egli usa ancora la rima e il verso, tuttavia fa “esplodere” dall’interno la metrica tradizionale, spezzandola attraverso continui enjambements e con una sintassi paratattica, che mette sullo stesso piano tutti gli elementi della poesia rinunciando a darle un ordine razionale. Le parole sono spesso onomatopee oppure, al contrario, termini tecnici del mondo contadino che solo gli esperti comprendono: in entrambi i casi si tratta di parole che sfuggono al linguaggio quotidiano e che, per essere comprese, richiedono capacità e competenze diverse da quelle normali: in questo modo viene manifestata una fondamentale sfiducia nel potere della ragione e delle convenzioni.

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