Nebbia

Questa lirica, composta nel 1899, è un’allegoria della poesia pasco liana. La nebbia crea un’atmosfera spettrale ma comunque vi è un richiamo dei contorni degli oggetti. Sebbene l’ignoto terrorizzi il poeta, al contempo lo affascina e incuriosisce. È formata da cinque strofe di sei versi di cui i primi tre e il quinto sono novenari, il quarto è trisillabo, l’ultimo è un senario. Il testo si sviluppo sul movimento tra piccolo e grande, vicino e lontano, dentro e fuori, reale e irreale. La nebbia vela ogni cosa, tranne gli oggetti del perimetro domestico, portando il poeta a volersi chiudere nelle mura domestiche, ma nonostante ciò, l’ignoto è doloroso perché porta al desiderio. Il poeta mette in evidenza il suo bisogno di attaccarsi al nido, all’infanzia, ha paura di ciò che lo porterebbe alla crescita, a diventare padrone dei propri sentimenti, cosa che per un poeta dovrebbe essere la massima aspirazione. Richiami della morte sono il cipresso, la crepa nel muro.

Il gelsomino notturno

Poesia scritta nel 1901 in occasione delle nozze di un amico. Il tema è il matrimonio, accompagna la giornata attraverso l’uso di simboli. Vi è un’alternanza di immagini naturali che rimandano ad un avvenimento spiato. Vi è un rapporto tra donna e fiore, la fecondazione come l’impollinazione, il ventre è il calice del gelsomino che richiama anche l’aspetto religioso, l’urna. La fecondazione rappresenta il legame tra uomo e natura. Vi è anche un nesso tra vita e morte: i fiori notturni sono la morte, i fiori bianchi simbolo di castità, le falene simbolo di morte, il profumo di fragola richiama al piacere peccaminoso per il colore rosso. “nasce l’erba sopra le fosse” la nascita è la fertilità, le fosse richiamano la morte.

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