smo.ork di smo.ork
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•L’ideologia di Pascoli, intrisa di un profondo umanitarismo, lo convinse dopo l’esperienza giovanile del carcere ad abbandonare la politica e ad aspirare alla concordia fra gli uomini e alla solidarietà fra le classi sociali, in una prospettiva universale di pace. L’ideale nazionalistico prese forma nel pensiero di Pascoli dal tragico fenomeno dell’emigrazione, il cui effetto era quello della disgregazione del “nido” familiare in cui si incrociavano la sua ideologia umanitaria e la sua esperienza personale. Secondo Pascoli, in ognuno di noi è nascosto un ‘fanciullino’, ma solo il poeta riesce a dargli voce, a vedere il mondo attraverso i suoi occhi ingenui che scoprono le cose per la prima volta : è cosi che nasce la poesia della meraviglia e dello stupore. Pascoli paragona il poeta ad Adamo nel regno dell’Eden, immaginando lo stupore del primo uomo di fronte agli elementi del creato. Questa propensione alla meraviglia, si perde nell'età adulta, ma può essere recuperata penetrando nelle zone più profonde della coscienza, dove tutto è mistero. Nonostante la formazione positivista e il gusto per le letture scientifiche, Pascoli maturò una crescente sfiducia nei confronti della scienza , poiché incapace di spiegare il mistero e l’ignoto che si celano nel cosmo. La poetica del fanciullino può essere interpretata alla luce della cultura decadente: il ritorno all'infanzia e lo sguardo stupito del poeta di fronte al mondo sono una forma di evasione da una realtà sociale che non riconosce e alla quale si sente estraneo. Il simbolismo pascoliano si configura come una consapevole ricerca di significati nascosti delle cose, talora come una trama di analogie e rimandi tra fenomeni naturali e stati d’animo del poeta. Nella poesia di Pascoli i temi ricorrenti sono :

•Il pensiero della morte, il ricordo dei cari defunti e il dolore per l’assassinio del padre, trattato in molte liriche nelle quali emergono anche la nostalgia e lo struggimento per la dimensione perduta dell’infanzia;
•L’esaltazione del ‘nido’ e degli affetti familiari, al nido si riallaccia l’idea di un’infanzia serena, perduta dopo la morte del padre, esso diventa SIMBOLO di un mondo chiuso, protettivo e accogliente, espressione di affetti familiari e legame con i vivi e con i morti ;
•La celebrazione della natura, di cui il poeta sa cogliere ogni moto, ogni più piccola voce;
•Gli elementi di paesaggio che si caricano di un significato misterioso e simbolico, dando voce alle ossessioni, ai fantasmi , all’angoscia di morte o al desiderio di protezione dal mondo esterno, violento e minaccioso;
•Il mistero del cosmo, al quale il poeta prova angoscia per la piccolezza dell’uomo, senso di precarietà e smarrimento;
•I miti del mondo classico, la cui rievocazione è legata a profondi interrogativi esistenziali.
Pascoli si può considerare come la voce che assunse un ruolo fondamentale nella poesia italiana del Novecento, influenzando tendenze e stile. Le caratteristiche della poesia di Pascoli nella lirica del Novecento sono :
•La tendenza alla poesia intima;
•Lo stile impressionistico, evocatore di immagini e sensazioni immediate;
•Il linguaggio ANALOGICO e allusivo;
•La frantumazione delle strutture sintattiche e del RITMO del VERSO.
Ci sono stati diversi giudizi su Pascoli, D’Annunzio lo definì <<l’ultimo figlio di Virgilio>>, Benedetto Croce non approvò né la poetica del fanciullino né le opere critiche su Dante, mentre fu lo studioso e critico Gianfranco Contini a rivalutarne l’opera seguito, in tempi più recenti, da Giorgio Barberi Squarotti e Renato Barilli, che hanno posto l’accento sugli aspetti simbolici e psicanalitici della poesia pascoliana.

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