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Pascoli

Giovanni Pascoli nacque a Forlì. Quarto di 10 figli, a sette anni frequentò un collegio dove compì studi classici. Ben presto però la sua fanciullezza fu turbata da un tragico evento, che segnò la sua vita: suo padre di ritorno dalla fiera di Cesena, fu ucciso da un colpo di fucile. Il responsabile dell'omicidio non fu mai scoperto, ma sì penso a un rivale che avrebbe voluto togliergli il ruolo di amministratore oppure una vendetta, perché il padre (Ruggero) era stato testimone di un traffico illecito di sale. A questo episodio seguirono altri tristi lutti: nel 68 morirono la sorella Margherita e la madre e l'anno dopo il fratello Luigi. I fratelli si stabilirono allora Rimini e Giovanni abbandono al collegio per ristrettezze economiche e terminò gli studi a Firenze. Vinse una borsa di studio all'università di Bologna dove fu allievo di Giosuè Carducci. La borsa di studio però gli fu presto tolta a causa della sua partecipazione a manifestazioni studentesche, motivo per cui fu anche arrestato e condannato a tre mesi di carcere. Si laureò a 27 anni e inizio a insegnare nei licei. Verso le sue due sorelle il poeta dimostrò un attaccamento morboso tanto che visto il matrimonio di Ida come un vero e proprio tradimento.

Si trasferì a Livorno dove pubblicò la prima raccolta di poesie Myricae. In seguito al matrimonio di dare il poeta e la sorella Maria si trasferirono a Castelvecchio di Barga. Pascoli successe a Carducci nella cattedra di letteratura italiana all'università di Bologna. Convinto che era l'unico modo per arginare la piaga della disoccupazione e dell'emigrazione, pronunciò molti discorsi ufficiali in favore della guerra in Libia. Il 6 aprile 1912 colpito da un tumore al fegato si spense nella sua casa di Castelvecchio di Barga. Dopo la sua scomparsa la sorella Maria fece pubblicare molte delle sue poesie.

Fra umanitarismo e nazionalismo

pascoli reagì al dolore recuperando il valore etico della sofferenza. La sua ideologia infatti si riferiva all'umanitarismo, dopo l'esperienza del carcere infatti abbandonò la politica militare e aspiro alla concordia fra gli uomini alla solidarietà tra le classi sociali è una prospettiva di pace. L'ideale nazionalistico prese forma nel pensiero di pascoli dal tragico fenomeno dell'emigrazione. Pascoli maturò una crescente sfiducia nei confronti della scienza perché secondo lui era incapace di spiegare il mistero dell'ignoto. Solo la poesia diventa strumento di conoscenza del mondo, con essa si può esplorare l'ignoto. In lui c'è un incessante sforzo di esprimere il mistero della vita in una costante ricerca di ritmo e di un linguaggio capace di suscitare sensazioni attraverso è che melodici vibrazioni sonore significati allusivi e simbolici. Tale procedimento trova la sua prima affermazione in Myrice dove il simbolismo pascoliano si configura con una consapevole ricerca di significati nascosti delle cose. La percezione di una natura intima e segreta delle cose si fa più evidente. Lo stile impressionistico è costruito con frammenti di immagini, più che legami grammaticali le parole formano legami fonici echi e rimandi.

Temi, motivi e simboli

I temi ricorrenti delle poesie di pascoli sono: il pensiero della morte, il ricordo dei cari defunti e il dolore per l'assassinio del padre
L'esaltazione del "nido" e degli affetti familiari
La celebrazione della natura
Gli elementi di paesaggio (significato simbolico)
Il mistero del cosmo

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