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Myricae e I Canti di Castelvecchio

Questo gruppo rappresenta il primo periodo letterario di Giovanni Pascoli e comprende poesie brevi, caratterizzate da tematica naturalistica; sono le prime poesie, dove troviamo un linguaggio semplice. Vengono considerati i capolavori di Pascoli.
Myricae è una raccolta di poesie dedicate al padre, scritta durante tutto l'arco della sua vita. Il titolo è un nome latino, che prende dalla quarta bucolica di Virgilio, che significa tamerici, fiori tipici dei paesi mediterranei, umili fiori di campagna; con questo titolo il poeta voleva sottolineare la semplicità della sua poesia. Le tamerici e gli arbusti sono la rappresentazione della poesia pastorale. I temi sono: la vita agreste, la pace della natura, il susseguirsi delle stagioni, gli alberi e i fiori, gli eventi meteorologici , l'infanzia, il mistero che circonda l'uomo, il male, il dolore e la morte. Abbiamo dei versi brevi e delle frasi essenziali. Pascoli preferisce la coordinazione alla subordinazione.

I Canti di Castelvecchio, è una raccolta di poesie, considerata dai critici una continuazione ideale di Myricae, dedicata alla madre. La parola "canti" richiama Leopardi e da lui riprende anche il rapporto uomo-natura. Le poesie sono ordinate secondo l'alternanza delle stagioni per un motivo esteriore. Il tema dominante è la sua autobiografia e riaffiora sempre l'omicidio del padre.

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