Myricae (1891)

Nelle bucoliche Virgilio mette in epigrafe un verso sulle tamerici, e da questo verso viene fuori il titolo della raccolta di Pascoli, 'Mirice'.
− la poesia da voce alle cose semplici, alla quotidianità (“humiles”, come dice il verso virgiliano)
es. agricoltura, vita dei campi: non per farne un problema sociale, ma per esaltarne la bellezza
− latino : presenza di registri diversi

156 poesie
− riunite secondo il metro simile
− predilige metri brevi e frammenti di poesie
− linguaggio con termini precisi
− TEMI: il nido, la nebbia e la siepe e la morte.
− Dimensione uditiva (onomatopee, allitterazioni) e fonosimbolica

Nebbia e siepe danno un confine e formano un rifugio entro il quale il poeta possa rifugiarsi (richiama Leopardi, ma Leopardi supera questo confine)
Il chiudersi dentro questo rifugio non significa esimersi dal dramma che il cuore sente comunque, pur dentro un nido.

Il dramma permea la poesia di Pascoli: non è un positivista, tutto rimane incerto e misterioso.
In Pascoli la natura, la realtà, anche se quella del rifugio è permeata da un'inquietudine. Si può benissimo stare in un nido sicuro, ma non si può passare tutta la vita dentro perché è soffocante. In Pascoli emerge questo: il rifugio non ha l'orizzonte che il desiderio dell'uomo ricerca. Niente che abbia confini chiusi può corrispondere al desiderio umano, che ha confini illimitati.

Lavandare
• é una giornata d'autunno e Pascoli sta passeggiando. Ad un certo punto sente un canto (un madrigale) della tradizione marchigiana del 500 che alcune donne stanno cantando mentre lavano al canale.
• Sia l'aratro che il campo che la nebbia subiscono una mancanza: sono cose a metà (“mezzo”, “senza”).
• La quartina riprende sia il ritmo della seconda terzina che le cose a metà della prima.
• Suoni cupi= suoni dei panni della lavandare

X Agosto
− notte di San Lorenzo e notte della morte del padre
− fonosimbolismo → è la poesia che lo fa sentire di più
− nessi casa-nido , rondine-padre, verme-bambola.
− lessico molto specifico
− atomo: il componente base della società che è Male → grande paradosso di Pascoli:
mette insieme il Cielo (dall'alto di tutti i mondi > entità suprema) sereno – immortale – infinito + pianto di stelle
− mondi vs atomo
− inondi → ancora sfera marina

− le stelle meravigliose sono diventate un pianto
con l'atomo opaco (infimo del Male)
− opaco: non riflette la luce

L’assiuolo
-visione notturna (l’assiuolo è un uccello notturno) molto statica
-simbolismo linguistico: es. nero di nubi, soffi di lampi, sospiro di venti
-tante onomatopee
-elementi pregrammaticali (chiù)
-dialettica vicino-lontano, determinato-indeterminato-->es. oggetti vicini vs visione lontana
-morte-->”grido che fu”
-“voce”,“singulto”, “pianto di morte”-->climax discendente del chiù. Questo chiù è come se fosse la voce di una pena universale che è inconsolabile.

Romagna
Racconti dell’infanzia nel nido
Si rivolge all’amico Severino
Fine→unica nota triste, riferimenti alla morte del padre e a quando ha dovuto lasciare il nido

Il tuono
• Tuono+ canto di una mamma che consola il figlio→forza dell’amore
• onomatopee

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