blakman di blakman
VIP 9176 punti

Lavandare

Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi che pare
dimenticato, tra il vapor leggero.

E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene:

Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
come l’aratro in mezzo alla maggese.

Parafrasi
Nel campo che è per metà arato per metà no
c’è un aratro senza buoi che sembra
dimenticato, in mezzo alla nebbia.

E scandito dalla riva del fiume si sente
il rumore delle lavandaie che lavano i panni,
sbattendoli, e lunghe cantilene:

Il vento soffia e ai rami cadono le foglie,
e tu non sei ancora tornato!
da quando sei partito sono rimasta
come un aratro abbandonato in mezzo al campo

Commento
La poesia, composta fra il 1885 e il 1886, fa parte di Myricae, la prima raccolta del poeta che avrà una lunga serie di edizioni. Myricae è il nome delle tamerici, piccoli e modesti arbusti selvatici; Pascoli lo sceglie come titolo per sottolineare i contenuti umili, quotidiani, legati al mondo contadino che caratterizzano le liriche della raccolta. In questa poesia la descrizione del paesaggio autunnale, resa con rapide immagini che suscitano impressioni visive e sonore, sfuma nel malinconico canto delle lavandaie.
La natura, la giornata autunnale, i colori e i suoni della campagna si trasformano nell'immagine di uno stato d`animo dominato dalla malinconia e dalla pena per gli affetti perduti. Il linguaggio e` musicale e ricco di simboli.L struttura metrica e` quella del madrigale: due terzine e una quartina finale di undici sillabe(endecasillabi).

Registrati via email