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Pascoli e il decadentismo

Il Decadentismo è una corrente artistico-letteraria che nasce in Europa tra l’800 e il ‘900. Questa corrente si riferisce alle difficoltà politiche ed economiche di tutta Europa la cui “soluzione” si trovò soltanto con “La Grande Guerra”.
In questo periodo nascono le idee razziste che affermano la superiorità della razza bianca sulla razza nera e questo fenomeno provocò grande crisi di pensiero negli ideali. La decadenza degli ideali e dei valori umani dà il nome a questa corrente. Uno degli scrittori più importanti del Decadentismo è Giovanni Pascoli.Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855. L’assassinio del padre nel 1867 fu l’inizio di una serie di lutti familiari che incisero molto sulla sua vita e sul suo pensiero.
Morto il padre, nonostante le difficoltà, Pascoli riuscì a prendere la laurea in letteratura all’università di Bologna nel 1882 e già nel 1905 fu chiamato a prendere il posto di Giosuè Carducci all’università di Bologna dove morì nel 1912. Giovanni Pascoli scrisse molte opere tra le quali ricordiamo: Myricae, poesie ispirate ai temi familiari e campestri, Primi Poemetti, Canti di Castelvecchio, Nuovi Poemetti, ispirati al mistero della morte e del cosmo, Poemi Conviviali, ispirati al mondo greco e latino. In tutte queste opere Pascoli esprime il suo pensiero e le basi della sua poetica. Egli sente che la vita dell’uomo è un mistero immenso fatto di sofferenza e dolore. Per questo motivo è bene che l’uomo viva di piccole cose quotidiane per apprezzare il vero senso della vita. Secondo Pascoli in ognuno di noi vive un “fanciullino” che ci dà la possibilità di assaporare anche le piccole cose, basta saper cogliere questo aspetto. Un altro tema fondamentale nella poetica di Pascoli è il rapporto dell’uomo con la natura che dovrebbe essere costante poiché la natura regala grandi emozioni e sensazioni. Pascoli è molto particolare anche nel linguaggio che è una mescolanza di parole ricercate, termini di uso quotidiano ma anche dialettale. Una delle poesie più belle e sentite di Pascoli è “X agosto”. In questa poesia l’autore ricorda con sofferenza l’uccisione del padre. Ricorda con quanta speranza i figli lo aspettavano quella, sera al rientro dal mercato, con i doni promessi. Pascoli paragona questa situazione a quella di una rondine che rientrando al nido con il cibo per i suoi “ rondinini”, viene uccisa. Suo padre fu ucciso la sera del dieci agosto, cioè la notte di San Lorenzo, notte in cui si manifesta il fenomeno delle stelle cadenti. Il poeta dà una sua interpretazione a questo fenomeno dicendo che in effetti non sono stelle che cadono ma sono lacrime che il cielo versa nel vedere la cattiveria degli uomini sulla terra.

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