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L'ASSIUOLO E NOVEMBRE di Giovanni Pascoli

Testo e analisi comparativa

L'ASSIUOLO
Dov’era la luna? ché il cielo
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
chiù...

Le stelle lucevano rare
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com’eco d’un grido che fu.
Sonava lontano il singulto:
chiù...

Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?...);

e c’era quel pianto di morte...
chiù...

NOVEMBRE
Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...


Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.


Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E' l'estate
fredda, dei morti.

PARAGONE

L'Assiuolo è un componimento che descrive un paesaggio notturno, mosso da piccoli suoni come il cinguettio dell'assiuolo a cui è dedicato il titolo e lievi movimenti come il leggero vento sulla cima delle montagne.
Novembre rappresenta invece un paesaggio quasi invernale, congelato in un'immobilità lugubre e tetra.
I due paesaggi presentano delle somiglianze, in particolare la presenza di alberi che, con le loro forme antropomorfe (simili ad esseri umani) sono lo specchio dei sentimenti del poeta. Il mandorlo e il melo dell'assiuolo sbirciano il cielo chiaro tentando di distendersi per vedere meglio, come il poeta che osserva curioso. In Novembre invece il pruno e le piante in genere sono rinsecchite.
Anche i rumori che riempiono il quadro sono diversi. Ne l'Assiuolo il primo suono a riempire l'atmosfera è quello piccolo volatile che, dai campi, lancia un segnale, poi il mare in lontananza e il fruscio dei cespugli in cui altri piccoli uccelli si nascondono. Il secondo componimento invece presenta un silenzio innaturale, interrotto da lievissimi sussurri, come quello delle foglie che cadono e dal tonfo cavo del piede che batte la terra.

Che la natura sia espressione (direi quasi un correlativo oggettivo come per Montale e Elliot) dei sentimenti del poeta lo dimostrano i due accenni al "cuore", in entrambi i componimenti colpito come da un tonfo triste generato dal ricordo di un odore noto in Novembre e di un suono del passato ne L'assiuolo)
Come già era successo per gli alberi il componimento "Novembre" ci immette subito in un'atmosfera triste e dolorosa, mentre "L'assiuolo" lascia ancora spazio per un'interpretazione diversa.
In entrambi i componimenti il co-protagonista è il cielo, che viene definito solamente "vuoto" in Novembre (facendo un parallelo con la terra "cava" , come se questo aggettivo bastasse a sottolineare (per la terza volta e in un modo ancora diverso) l'aria di morte, sconforto, sconfitta; invece ne L'assiuolo la sua presenza è più ampia e articolata: una leggera nebbia impedisce di vedere la luna, rendendo il cielo chiaro e uniforme, al punto da incuriosire gli alberi e il poeta che si tendono per sbirciare. Inoltre questo chiarore è solo momentaneo perchè in lontananza lampi preannunciano un temporale in arrivo.
Da questa breve analisi emerge che il componimento "Novembre" mostra fin dai primi versi un'atmosfera scura e negativa, mentre L'assiuolo, che nelle prime due strofe pare lasciare adito a un'interpretazione silenziosa e pacifica, arriva a toni funebri solo negli ultimi versi, in cui il chiu dell'uccellino (prima citato senza aggettivi e poi definito singulto) viene chiuso con il termine "morte".
Dal punto di vista formale L'assiuolo si affida molto di più a un linguaggio onomatopeico e in parte discorsivo, mentre Novembre è più conciso e frammentato da figure metaforiche.

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