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La concezione dell'adulto in Pascoli

Pascoli nell’idea che l’adulto una volta cresciuto interagisce col mondo esterno, non ne fa solo una questione di razionalismo e scoperta del vero, ma il fanciullo è colui che è capace di penetrare con lo sguardo le cose senza interferenze che sono soprattutto culturali, è una forma mentis che l’uomo si crea col tempo. Pascoli arriva a parlare del poeta veggente; mentre Rimbaud c’era arrivato tramite il simbolismo, lui ci arriva attraverso un altro percorso, con una trasfigurazione sua della fanciullezza, questa celebrazione ideale porta con se questa enfatizzazione di questa dimensione; non tutti gli uomini sono in grado di conservare la dimensione e di ascoltarla. Il fanciullino vede con un risvolto espresso simile ai simbolisti: se il fanciullo pensa un qualcosa, il fanciullo ha forse visto meglio di un adulto, il poeta veggente vede un qualcosa dietro il reale mentre il fanciullo la vede immediatamente. Il poeta fanciullo è quindi quello che sovrappone le due cose: il fuori e il dentro. Nella scelta stilistica deriva l’uso dell’analogia no nello stesso senso del simbolismo e del decadentismo ma come la prima suggestione che il fanciullo ha della realtà abbinando un uso della sinestesia. Qui la sinestesia rappresenta appunto le sensazioni, percezioni, il poeta fanciullo non riesce a razionalizzare quindi l’input che ha dall’esterno, percepisce il tutto ma non lo settorializza. La risposta che il poeta da è l’uso della sinestesia; oltre a questo c’è un uso anche delle figure fonetiche, allitterazioni, onomatopee, perché il puer recepisce e traduce senza la ragione gli impulsi sonori dall’esterno. Abbiamo oltre questo l’onomatopea come riproduzione del verso così come è in natura doe c’è una serie di suoni che entrano nel linguaggio politico. I suoni quindi entrano così come sono e vengono adoperati nel linguaggio del poeta. Secondo il critico Giafranco Contini, quello di Pascoli non è anltro che un linguaggio pre-grammaticale e agrammaticale appunto perché privo di grammatica. Di fatti riprendendo la condizione del fanciullo, lui trasmette nelle sue opere la fase dove il fanciullo non è ancora stato istruito e quindi parla in modo sgrammaticato. Questo non è altro che l’effetto di una ricerca realizzata al fine di evidenziare la vicinanza del poeta a questa concezione. L’atmosfera che il linguaggio riproduce è apparentemente ingenua. Contini ci dice che quelle figure fonetiche si giustificano all’interno della vicenda simbolista, quei suoni corrispondono a particolari stati d’animo, particolari suoni che vengono poi interiorizzati ad un particolare stato d’animo, questo non è altro che il fono-simbolismo ovvero dove ha cercato si far evincere un particolare stato d’animo attraverso la suggestione dei suoni.

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