Ominide 66 punti

Giovanni Pascoli

Biografia

Nacque a San Mauro di Romagna nel 1855. Era il quarto di dieci fratelli. Suo padre morì nel 1867 ucciso da ignoti. Questo fu il primo di numerosi lutti che sconvolsero pascoli. Infatti, un anno dopo la madre e la sorella maggiore morirono e lui andò a vivere con i fratelli a Rimini mentre le sorelle andarono a vivere da degli zii materni. In seguito morirono anche i due fratelli. Conseguita la maturità egli si iscrisse alla facoltà di lettere all'università di Bologna dove ebbe come professore Giosuè Carducci. A Bologna si avvicinò alle idee socialiste e venne arrestato per aver partecipato ad una manifestazione. Ripresi gli studi si laureò in letteratura greca nel 1882. Lavorò come insegnante di greco e di latino in alcuni dei più importanti licei d'Italia, in particolare a Matera, Massa e a Livorno. Nel 1891 pubblicò la prima edizione di Myricae. Egli visse con le due sorelle Ida e Maria fino al 1895 quando Ida si sposò. In seguito egli si trasferì con Maria a Castelvecchio di Barga. Nel 1897 fece pubblicare a puntate ne “Il Marzocco”, un famoso giornale fiorentino, il suo saggio Il Fanciullino. Egli scrisse anche dei poemetti in latino che gli fecero vincere più volte un concorso letterario di Amsterdam. Succedette a Carducci nella cattedra di Letteratura Italiana all'università di Bologna, dove morì nel 1912.

Poetica

Pascoli aderì al Fonosimbolismo, corrente letteraria di fine '800 e inizio '900. Egli si proponeva, quindi, di trovare nuove soluzioni espressive. Le caratteristiche principali, legate a questo movimento, delle sue poesie sono:
1. l'utilizzo di segni di punteggiatura innovativi, quali i due punti, o il punto esclamativo;
2. l'utilizzo di frasi nominali, ovvero prive di verbo, spesso per evocare sensazioni visive e uditive. L'obbiettivo, quindi, non è rappresentare oggettivamente il reale, ma coglierlo da particolari punti di vista.
3. L'accostamento per asindeto di immagini apparentemente prive di legami, con conseguente frantumazione del ritmo della poesia;
4. l'utilizzo di figure retoriche quali sinestesia e analogia;
5. l'accostamento di lessico quotidiano a un lessico più colto e ricercato;
6. la creazione di fitte trame foniche grazie all'utilizzo di onomatopee, consonanze, assonanze, rime e altre figure di suono.
Uno dei suoi capisaldi è, inoltre, spiegato nel suo saggio Il Fanciullino. Egli paragona il poeta ad un bambino, poiché solo i bambini riescono a cogliere i messaggi dietro le azioni e le cose, anche quotidiane; secondo lui il poeta deve riuscire a mantenere quella capacità che generalmente scompare con l'età adulta.

Nelle poesie di Pascoli possiamo trovare dei temi principali: il nido, la natura, l'infelicità dell'uomo, e il mistero della vita. Questi temi sono legati soprattutto alla perdita dei famigliari. Pascoli, infatti, rimase sconvolto dalla morte dei suoi cari, tanto che cercò tutta la vita di ricostruire il “nido”, ovvero il nucleo famigliare, e il senso di protezione, affetto e sicurezza che esso gli dava.

Myricae

Di quest'opera esistono cinque edizioni: la prima del 1891, e l'ultima del 1900. Si considera ufficiale l'ultima. Il titolo dell'opera è in Latino e tradotto significa “tamerici”, ovvero una pianta molto comune. Questo titolo fu tratto da un verso delle Bucoliche di Virgilio.
I temi principali dell'opera sono la morte del padre e la natura. Pascoli, infatti, descrive spesso dei paesaggi o dei fenomeni naturali, che in realtà celano significati più profondi.
In quest'opera troviamo anche il simbolo ricorrente delle poesie di Pascoli: il nido. Esso è una metafora dell'infanzia, della sicurezza e dell'affetto dato dalla famiglia, ed è spesso in contrapposizione con il mondo esterno, che è percepito dal poeta come minaccioso, pericoloso e cupo.

Hai bisogno di aiuto in Giovanni Pascoli?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email