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Testo

Dov’era la luna? ché il cielo
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
chiù...

Le stelle lucevano rare
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com’eco d’un grido che fu.
Sonava lontano il singulto:
chiù...

Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?...);
e c’era quel pianto di morte...
chiù...

Analisi

La poesia esteriormente è la descrizione di un notturno lunare. reso attraverso una serie di sensazioni visive e uditive, ma come sempre il quadro impressionistico si rivela immerso in un’atmosfera misteriosa.
La natura aspetta la comparsa della luna e le immagini sono quiete, sirene, ma poi si delinea un’immagine inquietante: il verso delle nubi e il verso dell’assiuolo che a poco a poco diventa un canto di morte.
Il rumore del mare cullare rievoca sensazioni di abbandono infantile alla dolcezza materna.
L’immagine più inquietante è nell’ultima strofa che è l’angoscia della morte che non consente il ritorno da cui incorparsi.

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