Home Invia e guadagna
Registrati
 

Password dimenticata?

Registrati ora.

Pascoli, Giovanni - Lavandare (3)

Parafrasi e breve commento alla poesia di Giovanni Pascoli, "Lavandare" tratta da "Myricae"

E io lo dico a Skuola.net
Giovanni Pascoli
Lavandare
Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi che pare
dimenticato, tra il vapor leggero.

E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene:

Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
come l’aratro in mezzo alla maggese


Parafrasi
Nel paesaggio autunnale campeggia un aratro abbandonato.
Dal vicino torrente si avvertono gli echi del lavoro delle lavandaie, il tonfo ai panni battuti e la cantilena con cui le donne accompagnano la loro fatica. Il vento soffia e nevica e tu non ritorni ancora qui, al tuo paese! da quando sei partito io sono rimasta sola come il carro in mezzo alla maggese

Commento
La breve lirica si presenta come un quadretto campestre, delineato attraverso sensazioni visive e uditive. In realtà, la campagna autunnale costituisce solo lo scenario su cui il poeta proietta uno stato d’animo smarrito e malinconico. Gli oggetti quotidiani si caricano cosi di significati particolari e di profonde suggestioni e l’immagini dell’aratro in mezzo al campo si rivela come un simbolo di desolazione e di abbandono.
Registrati via email
Skuola University Tour 2014