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La poetica del fanciullino

Delinea gli aspetti fondamentali della sua poetica. Anche autori precedenti come Tasso e Leopardi avevano scritto saggi in cui delineavano la loro poetica. Leopardi scrisse Discorso di italiano introno alla poesia romantica in risposta alle accuse di Madame de Stael. Tasso aveva scritto i Discorsi sopra l’arte poetica nei quali delineava la teoria della verosimiglianza. Pascoli sulle orme della tradizione scrive la “poetica del fanciullino”, opera che sarà utilizzata come chiave di volta per tutta la produzione artistico - letteraria. Pascoli ritiene che in ogni persona (indipendentemente dal lavoro che svolge e dalla condizione sociale) ci sia un fanciullino. Esso è uno spirito sensibile che consiste nella capacità di meravigliarsi delle piccole cose, proprio come fanno i bambini. La differenza tra il poeta e l’uomo comune, quindi, è nel fatto che il primo riesce ad ascoltare e dare voce al fanciullino che in lui. In questa concezione, Pascoli si differenzia dal decadentismo. Infatti, tale movimento considera la poesia come qualcosa di elitario che si distingue dalla massa. D’Annunzio elaborando la teoria di Nietzsche del superuomo, ritiene che il poeta possegga superdoti, qualità superiori che lo elevano dalla massa. La gente comune viene considerata perciò, sentimentalmente e intellettualmente inferiore all’intellettuale. Per Pascoli, al contrario, il poeta è un uomo umile che gioisce nello scoprire le cose più modeste e genuine. Rappresenta scene che vede con la sua poetica semplice, parla di vita umile di scene di vita quotidiana viste con gli occhi del fanciullino. Tuttavia, secondo alcuni critici le figure del superuomo e del fanciullino coincidono perché sebbene da due prospettive diverse, dall’umiltà e dalla superiorità, sono due modi di distinguersi dalla massa. Due sono gli elementi principali nella poetica del fanciullino:

IMPRESSIONISMO = l’artista non deve rappresentare il mondo e la natura per come si presentano poiché il ruolo del poeta è quello di fornire degli stimoli, spunti di riflessione sulla realtà, in modo tale che il lettore li percepisca in modo soggettivo (prende le distanze dal verismo a lui contemporaneo). C’è una mediazione tra il poeta e il lettore per cui la poesia lascia intravedere la realtà ma non la rappresenta come tale. Ci sono delle situazioni appena accennate e dipinte inventate e rielaborate dal poeta. La poesia, quindi, tratteggia la realtà ma non la definisce.
SIMBOLISMO = il simbolo non è immediato, non ha un legame logico né un richiamo immediato. Pascoli utilizza il simbolo in una delle sue liriche più famose X Agosto; la notte in cui muore il padre corrisponde con la morte di San Lorenzo. La simbologia astronomica è forte: la morte in cui morì il padre è la notte in cui il cielo sembra piangere, partecipare al dolore della famiglia, dove le lacrime sono associate alle stelle cadenti.

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