Traversando la Maremma toscana

Dolce paese, onde portai conforme
l'abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov'odio e amor mai non s'addorme,
pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.

Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi interti tra 'l sorriso e il pianto,
e in quelle seguo de' miei sogni l'orme
erranti dietro il giovanile incanto.

Oh, quel che amai, quel che sognai, fu invano;
e sempre corsi, e mai non giunsi il fine;
e dimani cadrò. Ma di lontano

pace dicono al cor le tue colline
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le piogge mattutine.

Commento:

Il poeta, mentre attraversa in treno la Maremma Toscana dove ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza, sente rivivere con commozione il legame che lo unisce a quella terra; sente che quel paesaggio desolato e aspro ha lasciato un'impronta nella sua personalità fiera e passionale.

Carducci ripercorre allora la propria vicenda interiore: da quando ha abbondanato la Maremma gli sembra di aver perso gli ideali e la forza dell'età giovanile, e di aver speso inutilmente i suoi anni. Ma infine, la visione di quel paesaggio fa dimenticare al poeta la delusione e lo sconforto e comunica al suo cuore un senso di pace.

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