Ominide 50 punti

La vita di Giosuè Carducci

E’ considerato uno dei maggiori poeti e della storia della letteratura italiana, anche se è apparso troppo formale dalla critica di sinistra e per questo, è stato minimizzato nelle antologie . Nasce nel 1835 nella Maremma da una famiglia dell’alta borghesia. Sin da piccolo ha un precettore privato e all’università si iscrive alla scuola normale di Pisa, lureandosi all’età di 21 anni. Giovanissimo comincia a insegnare. Tuttavia, subisce una serie di lutti familiari: la morte della madre, il suicidio del fratello e la morte del figlio Dante che saranno responsabili della sua involuzione politica. Nel corso della sua vita conquista una serie di successi fino a ricoprire il ruolo di docente ordinario presso l’università di Bologna dal filosofo e letterato allora ministro della Pubblica istruzione, Terenzio Mamiani. Nel frattempo continua le sue pubblicazioni e divenne senatore. Fu il primo poeta italiano a essere insignito del premio nobel, per la sua indiscussa autorità letteraria avvertita non solo in Italia, ma anche all’estero. Concluse la sua esistenza nel 1907.

Piano politico: Il critico letterario e storico, Giuseppe Petronio, rintraccia nella sua vita un’evoluzione politica. Nella fase giovanile era un giacobino rivoluzionario, ritenendo che la società si potesse cambiare anche con la rivoluzione. Nell’Inno a Satana, Carducci dedica un elogio al progresso inneggiando la nascita della locomotiva a vapore. Infatti, contrariamente alla parte conservatrice, reazionaria al progresso, Carducci si schiera per il cambiamento e la tecnologia. Per questo fu scomunicato dalla Chiesa. Dagli anni ‘60, tuttavia, mutuò la sua idea politica in occasione con l’incontro con la regina Margherita di Savoia, con la quale forse nacque un sincero rapporto di reciproca stima (a lei dedicò l’ode Alla Regina d’Italia). Da questo momento in poi si allontanò dalle sue idee giovanili e creò un circolo monarchico (da progressista di sinistra a monarchico).

Piano stilistico: Carducci è totalmente conforme alla tradizione classica, a quelle «virtù», come la severa disciplina artistica e il rigore etico, di cui lo scrittore lamenta il degrado nella letteratura contemporanea. Per questo, fonda il cenacolo degli “Amici pedanti” ossia un gruppo di intellettuali orientati verso il classicismo più rigoroso volto a contestare ogni forma di romanticismo letterario definito «tenerume», per ristabilire le «maschie forme» dell’antichità le sole in grado di esprimere sentimenti di sani e vigorosi contro lo squallore contemporaneo. Tuttavia, nella seconda fase della sua vita sembra avvicinarsi ad alcune tematiche romantiche se non addirittura decadenti: rimpianto per il passato, il sentimentalismo, il ricordo.

Piano religioso: nella prima parte della sua vita è anticlericale, poi nella seconda recupera il valore religioso e cristiano nella sua valenza umana e storica.

Registrati via email