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Leopardi, Giacomo - Il Sabato del Villaggio (4)

Appunti sulla lirica Sabato del Villaggio di Giacomo Leopardi, i pensieri dell'autore nel commento e la parafrasi

E io lo dico a Skuola.net
Il Sabato del Villaggio

Testo:

La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella.
Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.


Commento:

La poesia è divisa in 3 parti:

1. Dall’inizio fino alla strofa “di fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba”;
2. Da “questo di sette è il più gradito giorno” fino a “ciascuno in suo pensier farà ritorno”;
3. Da “garzoncello scherzoso” fino alla fine.

La prima parte riguarda un grande discorso metaforico. Serve innanzitutto per descrivere la sera del Sabato nel paese di Recanati. È un discorso metaforico perché questa descrizione del Sabato presenta delle immagini come quelle delle vecchie, delle donzelle, del contadino e del falegname. Per lui il tempo è attesa. Non è quello che abbiamo tra le mani ma è quello che verrà: il Sabato è inteso come attesa della Domenica. Leopardi ci descrive un attesa festosa, gioiosa di un qualcosa che avverrà. Per lui non è un’attesa brutta, ma un’attesa ansiosa, in modo esasperato!
Quello che Leopardi cerca di farci capire con la poesia del Sabato del Villaggio è che non si può vivere l’adolescenza soltanto nell’attesa di un qualcosa, perché si spreca quello che si ha tra le mani: il domani che attendi tanto, non potrebbe essere quello che ti aspetti.


Parafrasi:

La giovane ragazza verso il tramonto torna dalla campagna con un fascio d’erba e tiene in mano un mazzolino di rose e di viole, con cui domani, che è giorno di festa, pensa di adornarsi il petto e i capelli, come è solita fare. Una vecchietta, con lo sguardo rivolto al tramonto, siede sulla scala a filare con le sue vicine e intanto racconta della sua gioventù quando nel giorno della festa si adornava e ancora sana e snella era solita ballare alla sera assieme ai suoi coetanei. Ormai tutta l’aria si fa scura e il cielo sereno torna azzurro (non più arrossato dal tramonto) e si allungano dai colli e dalle case le ombre, prodotte dalla bianca luce della luna che è appena sorta. Ora la campana dà il segnale della festa che sta arrivando e si direbbe che a quel suono il cuore provi un senso di sollievo. I ragazzi, gridando tutti in gruppo sulla piazzola e saltando qua e là, fanno un rumore che dà allegria e intanto, fischiando, il contadino torna alla sua povera cena e tra sé e sé pensa al giorno del suo riposo. Poi quando nel paese è spenta ogni altra luce e tace ogni altro rumore, senti picchiare il martello, senti il rumore della sega del falegname che rimane al lavoro nel chiuso della sua bottega e si affretta e si impegna per concludere il lavoro prima del chiarire dell’alba. Questa tra i sette giorni è il più gradito, pieno di speranza e di gioia: domani le ore passeranno nella tristezza e nella noia e ognuno nel suo pensiero tornerà al lavoro consueto. Ragazzino allegro e giocoso, questa tua età piena di fiori (speranze) è come la giornata del sabato, piena di allegria, giorno luminoso, sereno, che precede la festa della tua vita. Godi, ragazzo mio, questa è una condizione piacevole, un periodo lieto della tua vita. Non voglio dirti altro, ma non provare dolore anche se il giorno della tua festa tarda a venire.
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