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Leopardi, Giacomo - Dialogo della Natura e di un islandese

Dialogo della Natura e di un islandese, dettagliato riassunto dell'operetta morale leopardiana simbolo del pessimismo.

E io lo dico a Skuola.net
GIACOMO LEOPARDI - Dialogo della natura e di un islandese
Dalle Operette Morali, componimento che esprime al meglio il pessimismo cosmico leopardiano.

Riassunto
Un islandese è insofferente e infelice e inizialmente crede che questo suo stato d’animo sia dovuto ai mali rapporti con i vicini. Per questo motivo decide di isolarsi ulteriormente.
Ma ancora un a volta è insofferente e attribuisce la sua infelicità al clima.
In casa è costretto a stare vicino al fuoco ma qui soffre per l’ambiente secco e pieno di fumo, all’esterno invece il clima è troppo rigido.
Decide dunque di girare il mondo convinto di trovare un luogo adatto a lui.
Ma trova luoghi troppo caldi, troppo freddi, troppo piovosi, troppo freddi, con venti forti, terremoti.
Arrivato in Africa, incontra la Natura (la quale ha sembianze di donna enorme appoggiata a una montagna) a cui rivolge domande esistenziali circa l’uomo, dopo averle mostrato la sua incomprensione e contraddizione verso il suo comportamento (della Natura).
La paragona inoltre a un ospite pazzo che costringe colui che ospita a stare in luoghi scomodi, lo tiranneggia e lo danneggia, impedendogli di andare via.
Quindi l’islandese chiede alla Natura il senso del suo operare contro i viventi ma lei asserisce di essere al di là del bene e del male e di operare seguendo un ciclo di conservazione ben al di sopra delle vite.
Ma quando alla fine l’islandese chiede a chi giova questa vita infelice dell’universo, conservata con il danno e con la morte delle cose che lo compongono.

La storia ha un doppio finale:
1. passano due leoni e lo divorano.
2. una tempesta di sabbia lo seppellisce rendendolo una mummia da esposizione.

Quest’opera fu scritta tra il 21 e il 30 maggio 1824.
Leopardi si ispira alla storia di Jenni Voltaire in cui si parla dei flagelli a cui sono sottoposti gli islandesi.

- Islandese: simbolo dell’infelicità dell’uomo.
- Emerge la cultura cosmopolita di Leopardi (Vasco de Gama, isola di Pasqua, Lapponia, Tropici…)
- È ateo ma conosce bene i testi sacri.
- È nichilista: tutto è nulla ( non esiste nulla di trascendentale ma tutto è immanente)- (N.B. nichilismo: atteggiamento anarchico di chi nega i valori della vita e propone l’abbattimento dell’ordine costitutivo.)
- Il duplice finale si ricollega a questa teoria per cui “nulla si crea, nulla si distrugge”…infatti…
Mummia: oggetto di studio, serve agli studiosi.
Mangiato dai leoni: se mangiato è utile per la sopravvivenza di altre specie.
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