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I romanzi minori di Gabriele D'Annunzio

In tutti i romanzi sotto elencati compaiono due protagonisti principali e due co-protagonisti. Similmente si presenta con uguale ricorrenza il tema dell’amore tra un uomo e una donna, descritta come femme fatal,che impedisce la realizzazione compiuta dell’uomo stesso.

Trionfo della morte (1894)
Protagonista è GIORGIO AURISPA, che intrattiene un rapporto amoroso con Ippolita Sanzio. La relazione, tuttavia è considerata come limite per il protagonista stesso che abbandonata la sua amante, se ne pentirà successivamente. La coppia, tuttavia, non si formerà più e Aurispa ormai solo sceglie il sudicio come unica soluzione alla sua condizione.

Le vergini delle rocce(1895)
CLAUDIO CANTELMO è discendente di una nobile famiglia; Decide quindi di lasciare un erede che riporti la società ai vecchi valori nobiliari, ormai travolti da quelli della plebe, e per questo va a cercare una donna adatta alla procreazione. Si reca nei luoghi in cui ha passato l'infanzia e riallaccia i rapporti con una famiglia borbonica del posto, anch’essa in decadenza (D’Annunzio per sottolinearne al decadenza riprende l’organizzazione del giardino, ormai incolto e decomposto:c’è un senso incombente della morte e del malessere esistenziale)). Da quest’incontro rimane affascinato dalle tre nobili sorelle, ma non sa decidersi su quale delle tre prendere in matrimonio. Dopo un’accurata valutazione, sceglie Violante la più giovane delle sorelle, ma per ironia della sorte muore avvelenandosi e quindi, non potrà lasciare un erede. Carlo Salinari ha definito il romanzo come manifesto politico del superuomo.

Il fuoco (1900)
Il titolo riprende significativamente il concetto del “Sacro fuoco” dell’arte. Il personaggio principale è STELIO EFFRENA, poeta giovane e geniale il cui sogno è realizzare la più ardita opera d’arte sia mai stata realizzata, attraverso la commistione di tutti i generi artistici: dalla letteratura alla musica fino alla pittura. Tuttavia, durante la stesura dell’opera irrompe una donna (assimilabile a Eleonora Duse, amante di D’annunzio stesso) che diviene un ostacolo per l’artista. La coppia, dopo vari incontri deciderà di spostarsi a Venezia, ma il tentativo sarà fallimentare. Carlo Salinari lo ha definito il manifesto artistico del superuomo.

Forse che sì forse che no (1910)
Peculiarità del romanzo è la passione del protagonista, PAULO TARSUS, per il volo (D’Annunzio fu un pilota). Proprio durante un volo, Tarsus deciderà di suicidarsi, ma poco prima dell’atto recupera la lucidità e la volontà di sopravvivere.

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