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Ominide 76 punti

D' Annunzio, Gabriele

Poeta e scrittore italiano. Appartenente a una famiglia della borghesia agiata, frequentò il prestigioso Real Collegio - Liceo Cicognini di Prato. La lettura delle "Odi Barbare" di Carducci lo stimolò a comporre la prima opera poetica, Primo vere (1879), che venne accolta favorevolmente dai critici. Trasferitosi a Roma nel 1881 per iscriversi alla facoltà universitaria di Lettere, D'Annunzio si mise presto in luce quale protagonista della vita mondana e letteraria della città. Attraverso le avventure amorose, i duelli, i debiti che contrasse e i processi che subì, Gabriele espresse la sua concezione estetizzante del poeta come creatura privilegiata che costruisce la sua vita sulla base di leggi umane e morali proprie. Nella capitale lavorò come giornalista, collaborando al "Capitan Fracassa" e alla "Cronaca Bizantina" (che poi diresse) e scrivendo per la "Tribuna". Il Canto novo (1882) lo impose all'attenzione della critica come l'iniziatore di una nuova scuola letteraria, nata nel clima del Decadentismo europeo. Le liriche contenute nell'opera si presentano pervase da una viva sensualità e rivelano un'estrema raffinatezza formale, elementi che si mantennero costanti in tutta la produzione del poeta. Alcuni dei versi amorosi contenuti nel Canto Novo gli furono ispirati dall'amore per Giselda Zucconi, figlia di un insegnante del Cicognini conosciuta nel 1881. Nel 1883 sposò la duchessina Maria Hardouin di Gallese, dalla quale ebbe i figli Mario, Gabriellino e Venerio. Nel 1884 pubblicò l'Intermezzo di rime, opera carica di sensualità, e le novelle di Terra vergine, seguite nello stesso anno da quelle del Libro delle vergini e nel 1886 da quelle di San Pantaleone, riprese quasi completamente nel 1902 con il titolo Le novelle della Pescara. Nel 1888, durante il soggiorno a Francavilla al Mare presso il pittore Michetti, si dedicò alla composizione del romanzo Il piacere, ispiratogli dalle esperienze mondane e dagli amori vissuti nell'ambiente romano

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