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Estetismo dannunziano

movimento estetico in letteratura e Gabriele D’Annunzio

L’estetismo, nasce verso la fine dell’ottocento, si identifica come una corrente letteraria e filosofica appartenente al decadentismo. Gli elementi distintivi dell'estetismo sono il culto della bellezza e dell’arte, recuperando i canoni greci; in pratica l’importanza sta più nella forma che nella sostanza. L’artista cioè l’esteta cerca con questo atteggiamento raffinato, elegante e sensibile di elevarsi alla massa. Per fare questo crea con il proprio gusto le regole della moda e del comportamento, trasformando la propria vita in un’opera d’arte. Il mondo vedeva questi dandy o esteta cioè questi esteti come degli anticonformisti cioè coloro che andavano contro ogni regola dell’epoca perbenista. I maggiori esponenti dell'estetismo in Europa sono: Hysman scrisse in Francia, il suo romanzo-manifesto A revous, O.Wilde elaborò in Inghilterra, il ritratto di Dorian Gray ed infine Gabriele D’annunzio dove stese in Italia, Il piacere. Le vicende che segnarono la formazione culturale e la produzione letteraria, di quest’ultimo, si hanno fin dall’adolescenza. Infatti, a sedici anni per colmare il suo desiderio di farsi pubblicità, pubblica la notizia della sua morte il giorno stesso in cui pubblica Primo Vere, delle poesie ispirate alla poetica del Carducci. Subito dopo il diploma si trasferisce a Roma, all’epoca culla della Belle Epoque, diviene cronista avvicinandosi sia alle masse e sia all’elite, partecipa a feste e balli esclusivi, trasformandosi in un vero e proprio dandy, tanto da dichiarare: “sono un uomo di lusso, ho l’estetica del superfluo, sono irresistibilmente attratto dall’acquisto di cose belle”. D’Annunzio partecipa alla vita politica italiana, tanto da divenire quasi un simbolo della prima guerra mondiale, si proclama interventista, penetra con tre unita sommergibili nel golfo di Fiume, volò su Vienna lanciando dei volantini antiaustriaci, occupa Fiume non soddisfatto delle terre concesse dagli alleati. Divenne un modello per Mussolini, anche se per fini diversi. Infatti, l’esteta per D’Annunzio è un uomo violento ma con un gran senso estetico, che riesce ad affermarsi sugl’altri, come un superuomo che partecipa alla vita mondana ma soprattutto alla vita politica con lo scopo di trasformare la realtà; definendosi cosi poeta-vate. Il romanzo Il piacere è da considerarsi il suo manifesto poetico. In esso l’autore si rispecchia con il protagonista, Andrea Sperelli, dove ricerca il piacere senza reprimerlo con il totale disprezzo per le costrizioni morali e sociali dell’epoca, ma descrive anche la malattia del protagonista, frutto del degrado della società in cui vive. Notiamo come l’autore usi uno stile sublime con termini ricercati e frequenti laticismi per indirizzare il romanzo a un pubblico strettamente colto. Nella sua vita, Gabriele D’Annunzio, scrisse molte opere come Intermezzo di rime, Giovanni Episcopo, L’innocente, Le vergini delle Rocce, Le laudi e il Notturno. Nella sua vita però scrive anche numerose opere teatrali come Francesca da Rimini, La figlia di Iorio, Città morta e Il martirio di San Sebastiano. Quando si leggono alcuni dei suoi componimenti non si può non notare la perfetta incarnazione nello stile del dandy e nei principi del edonismo come aveva fatto anche Oscar Wilde. In quel epoca di perbenisti lo stile del dandy veniva criticato perche non rispettava la facciata che l’intera società si imponeva. Il mostrarsi nudi, dichiararsi omosessuali esporre i propri peccati al pubblico venivano pesantemente giudicati. In pratica non veniva giudicato il peccato che si era commesso bensì la pubblicazione dell’atto compiuto. Nel corso degl’anni fino ai giorni nostri i giudizi ci sono sempre stati e ci saranno sempre, trasformandosi il più delle volte in pregiudizi; ma come disse Albert Einstein: “E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio” e come è noto a tutti l’atomo è la più piccola parte indivisibile della materia. L'estetismo quindi in sintesi si occupa del culto del bello e ci da la visione della figura dell'esteta.

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