Gabriele D'Annunzio

Gabriele D’Annunzio nacque a Pescara nel 1863 e studiò a Prato, presso il collegio Cicognini. A 16 anni pubblicò la sua prima raccolta in versi “Primavere” a cui seguì “Canto novo”. In questi componimenti si risentì molto l’influenza di Carducci, grande poeta di quei tempi, ma attirarono anche l’attenzione di molto critici che lo indussero a coltivare il suo ingegno e, così, all’età di 20 anni si trasferì a Roma per frequentare la facoltà di lettere senza, però, mai laurearsi, infatti divenne un famoso cronista. La sua figura divenne famosa e la sua produzione contiene romanzi, novelle, poesie ed opere teatrali. Fu l’esponente più prestigioso del Decadentismo italiano, ma la sua fama si diffuse ben presto anche nel resto dell’Europa. Da questo movimento coltivò l’Estetismo trattando il culto del bello, non solo nell’arte, ma anche nella sua stessa vita. D’Annunzio con la sua vita eroica, ricca di amori e scandali fu il primo esempio di mito di massa e intorno a lui si diffuse la corrente del Dannunzianesimo. I capo saldi della sua produzione furono Estetismo, Panismo e Superomismo. Nell’ambito dell’Estetismo, raggiunse il vertice della sua arte pubblicando “Il piacere”, dove viene raccontata la storia di un eroe decadente, Andrea Sperelli, visto come un alter ego dello stesso poeta. Il Panismo è un’espressione che deriva dal dio Pano e consiste nel compenetrarsi talmente tanto nella natura, da perdere la propria natura umana e assumerne una vegetale. Il capolavoro del Panismo è “La pioggia nel pineto” nella quale due innamorati, sorpresi da un acquazzone improvviso, assumono caratteri vegetali mentre passeggiando nella natura. Il filosofo Nice, proprio in questi anni, aveva elaborato la teoria del Superuomo secondo cui ci sono individui più dotati di altri sul piano della volontà. A questi tutto è concesso perché si pongono al di sopra e al di là del bene e del male, quindi ciò che agli uomini comuni è proibito, ai superuomini è concesso. Quando Gabriele conobbe questa teoria ne rimase affascinato e si identificò come un Superuomo componendo alcuni romanzi, come “La Vergine delle rocce” e “Il trionfo della morte” in cui viene esaltata questa figura.

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