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D'Annunzio, Gabriele - Biografia dettagliata

Biografia dettagliata e analisi della vasta produzione letteraria dell'autore decadente G. D'Annunzio

E io lo dico a Skuola.net
Gabriele D’Annunzio
Gabriele D’Annunzio nasce a Pescara il 12 marzo 1863. Nel 1881 si iscrive alla facoltà di lettere. Nel 1879 pubbliche una raccolta di versi, Primo Vere. A Roma collabora a vari periodici scrivendo di letteratura e tenendo maliziose rubriche di cronaca mondana. Contemporaneamente conduce una intensa e spregiudicata vita di società, frequentando gli ambienti aristocratici. Nel 1883 fugge con la giovane duchessa di Gallese che sposa lo stesso anno contro il parere dei genitori della ragazza e da questa relazione nascono tre figli. Pur continuando a vivere in modo dispendioso e dissipato, D’Annunzio ha modo di dedicarsi alla produzione letteraria; escono la raccolta di novelle Terra Vergine, le raccolte di versi Canto Novo, Elegie Romane, Poema Paradisiaco e i romanzi Il Piacere, Giovanni Episcopo, L’Innocente. Nel 1891, per sfuggire ai creditori, si trasferisce a Napoli, dove si mantiene collaboratore con “Il Mattino”. Questo periodo è contrassegnato da una nuova relazione amorosa e dalla nascita di una figlia. Ed è in questo periodo che pubblica “Il Trionfo della Morte”. Nel 1895 D’Annunzio conosce a Venezia la grande attrice Eleonora Duse. Fra i due inizia una travolgente storia d’amore che influenza profondamente la produzione letteraria dello scrittore, indirizzandola anche verso il teatro. Alla Duse e all’esperienza vissuta durante il viaggio in Grecia s’ispira la tragedia "La Città Morta". Entrata in crisi la relazione con la Duse, che si conclude nel 1909, D’Annunzio trova una nuova amante. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale D’Annunzio è contrario alla neutralità dell’Italia. Alla fine della guerra, D’Annunzio è ormai un personaggio popolarissimo e capace di esercitare una forte influenza sull’opinione pubblica. Muore al Vittoriale il primo marzo 1938. D’Annunzio abolisce ogni separazione fra arte e vita. L’idea dannunziana di superuomo deriva da quella elaborata dal filosofo tedesco Nietzsche. Quest’ultimo accusa la tradizione giudaico-cristiana di aver ridotto il mondo terreno a puro riflesso della realtà trascendente e di avere ingabbiato e represso le forze più positive dell’individuo, quelle “dionisiache” dell’istinto e dell’irrazionalità. Ma nonostante la passione per gli scritti di Nietzsche, D’Annunzio non ne coglie l’intimo significato. Il maggior travisamento va ricercato proprio nella definizione del concetto di superuomo che, nel pensiero del filosofo tedesco, presuppone il concetto di “morte di Dio” a cui corrisponde la nascita e la formazione di un nuovo modello umano, l’”uomo nuovo”. Costui sarà in grado, a differenza dell’uomo “debole”, di derivazione giudaico-cristiana, di esercitare la “volontà di potenza” nell’”eterno presente” di un mondo inedito, che dovrà imparare a fare a meno di Dio e di ogni illusione metafisica.

La produzione letteraria
Svariati sono i motivi da cui trae ispirazione. Innanzitutto gli aspetti arcaici e primitivi della società, permeati di elementi di tipo mistico e superstizioso collegabili alla sua terra d’origine, l’Abruzzo, e a cui non è estranea una certa influenza della letteratura verista. Un altro elemento è rappresentato dall’estetismo esasperato a cui si aggiunge l’esaltazione eroica e supero mistica delle proprie azioni pubbliche e private. Egli rimane ancorato alle componenti sensoriali e naturali dell’esperienza umana mentre i moti spirituali, i semplici sentimenti umani gli risultano per lo più estranei. Fondamentale nella carriera letteraria di D’Annunzio è poi l’incontro con la filosofia di Nietzsche e con la musica e le teorie artistiche di Wagner. Dal primo, egli trae il concetto di superuomo; dal secondo, l’ideale della fusione delle arti in un’unità superiore in grado di accogliere in sé la parola poetica, il suono e la componente visiva.

Canto nuovo: raccolta di liriche. Formata da 63 liriche. I versi offrono spazio a una natura esuberante di colori, disseminata di profumi e rumori, in cui il poeta immerge la propria giovinezza e una vitalità irrefrenabile e istintiva. La seconda redazione appare radicalmente diversa dalla prima: le liriche sono ridotte a 23 e in generale risultano profondamente riviste alla luce dell’evoluzione intellettuale del poeta.

Terra Vergine: raccolta di novelle. Sul modello del verismo verghiano e delle sue tematiche legate alla realtà sociale della campagna siciliana, D’Annunzio sceglie di ambientare le novelle nell’ambiente contadino dell’Abruzzo. Egli punta a darne un’immagine arcaica e istintiva. È un mondo selvaggio e primitivo, rude e violento, che l’autore mette in scena attraverso vicende di drammaticità.

Il Piacere: è il romanzo che D’Annunzio ha scritto dopo Terra Vergine. Il romanzo è scritto in terza persone ed è contrassegnato da una forte componente autobiografica. Il culto della bellezza e la ricerca del piacere rappresentano le caratteristiche principali del protagonista e si traducono nella sua aspirazione a costruire “la propria vita, come si fa in un’opera d’arte”. La realtà è vista come in un quadro, in cui gli oggetti e i personaggi assumono movenze e tratti esteriori di derivazione pittoresca. Accanto a quella del protagonista si pongono le figure di Elena e Maria, donne molto diverse tra loro, che impersonano le due facce opposte della femminilità: la prima è la donna fatale dalla sensualità prorompente; la seconda è la donna colta, appassionata e dolce. Il romanzo è costruito a partire da una serie di sequenze slegate fra loro in cui acquistano importanza gli scarti temporali della narrazione, a partire da un flashback iniziale che ripercorre la passata storia d’amore tra il protagonista ed Elena.
L’Innocente: è la confessione di un infanticidio lucidamente compiuto dal protagonista, un uomo nevrotico e dalla personalità instabile. Il romanzo non rappresenta un ambiente, ma scava all’interno della psicologia del protagonista e dei suoi familiari.

Elegie Romane: Poesie d’amore che hanno una calibrata misura espressiva.

Odi Navali: Celebrazione della flotta italiana da guerra.
Poema Paradisiaco: il titolo significa “Poema dei giardini”. E’ diviso in tre sezioni in base ai loro temi: nella prima sezione viene cantato il distacco dal passato e dagli amori ormai finiti; la seconda sezione è dedicata alla malinconia che nasce da questo distacco; nell’ultima sezione raccoglie le liriche della rinascita, del recupero dei semplici valori della vita e dei buoni sentimenti. Ciascuna sezione è preceduta da un Prologo e chiusa da un Epilogo.

Il Trionfo Della Morte: il romanzo ruota attorno alla relazione amorosa fra il nobile intellettuale Giorgio Aurispa e Ippolito Sanzio. Evidente è la componente autobiografica, sia nei riferimenti all’amore, sia nei drammi che sconvolgono la famiglia di origine del protagonista. La tragedia conclusiva nasce dall’abisso incolmabile fra le altissime aspirazioni e l’inettitudine personale di un Io di fatto scisso e profondamente nevrotico.

Le Vergini Delle Rocce: il titolo si inspira al dipinto La Vergine delle rocce di Leonardo Da Vinci e allude alle tre fanciulle da cui il protagonista è attratto senza però riuscire a compiere la sua scelta. Scritto in prima persona. Il protagonista si trasferisce a Roma e il suo obiettivo diventa quello di sposare una delle tre principesse per realizzare il grandioso progetto in cui fallì Napoleone: generare quell’individuo eccezionale capace di diventare il nuovo “re di Roma”.

Il Fuoco: il protagonista vive nella certezza della propria superiorità sui comuni esseri umani, della propria capacità di dominare la realtà e l’arte, e sente pienamente di avere il diritto assoluto al godimento del piacere e della bellezza. L’amante accetta pienamente questa superiorità del protagonista e accetta di vivere esclusivamente in funzione della realizzazione delle grandi aspirazioni artistiche dell’uomo, e si limita a svolgere il ruolo di musa ispiratrice e di mediatrice fra il protagonista e il mondo esterno. Lo lascerà infine, consentendo a un’altra donna di prendere il suo posto.

Le laudi: l’influenza di Nietzche è anche all’origine della poesia delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi. In essa l’ideologia del superuomo si accompagna con l’esaltazione di un’energia vita che abbraccia tutti gli esseri. L’ambizioso progetto delle Laudi prevedeva sette libri, ciascuno dedicato a una delle stelle della costellazione delle Pleiadi. Ma esso è realizzato solo in parte.
Maia, il primo libro delle Laudi, è introdotto da due poesia che fungono da proemio all’intero ciclo.
Elettra, secondo libro delle Laudi, formato da quarantasei componimenti, p composto in parte dalla celebrazione di alcuni “eroi” moderni proposti come modelli.
Alcyone è il capolavoro assoluto della poesia dannunziana. Il libro di liriche si presenta come il diario di una breve stagione di comunione con la natura, fra l’inizio e la fine dell’estate. Il “panismo” è il tema centrale dell’opera: il poeta perde la coscienza del proprio Io e si fonde completamente con la natura. Le sensazioni si sostituiscono allo stato razionale, il soggetto s’identifica con il paesaggio che lo circonda, diviene parte di esso.

Notturno: nel 1916, durante un volo di guerra, D’Annunzio riporta una ferita all’occhio destro ed è costretto a restare bendato e in una condizione di riposo forzato per quasi quattro mesi. Da questa situazione nasce il Notturno. È una sorte di diario interiore, che accoglie sensazioni, impressioni, sogni, allucinazioni e ricordi.
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