Mirel di Mirel
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Gabriele D'Annunzio

Gabriele D’Annunzio nacque a Pescara nel 1863, studiò a Prato nel liceo Cicognani e, nel 1881 si trasferì a Roma per iscriversi alla facoltà di lettere. Intanto aveva pubblicato la sua prima opera, Primo Vere (1880) e, due anni dopo, Canto Novo. Nel 1897 fu eletto deputato e, nel 1910, si trasferì a Parigi per sfuggire ai creditori. Intanto pubblicò Il piacere, Francesca da Rimini e le Laudi. All’inizio della prima guerra mondiale D’Annunzio si pose a capo del movimento interventista e partì come volontario per il fronte. In guerra si ferì ad un occhio e scrisse Il notturno (1916) poi, alla fine della guerra, divenne il protagonista dell’impresa di Fiume e, in seguito, si ritirò nella sua villa di Gardone. D’Annunzio morì nel 1938.

L'attività letteraria
La poesia dannunziana risente dei simbolisti francesi anche se D’Annunzio ammirò e imitò la poesia italiana, quella inglese (Shakespeare) e, in seguito, inventò un linguaggio nuovo dove sogno e realtà si confondono e dove si avverte il senso del mistero decadente (come, ad esempio, nella pioggia nel pineto). Un’altra caratteristica della lirica dannunziana è quella del panismo, la capacità di abbandonarsi al ritmo della natura. La sua poesia si distingue per la ricercatezza dello stile e della parola, scelta per il suono che riproduce e per la sua musicalità.

La Prosa
Nel campo del romanzo, D’annunzio compose tre cicli:
* Il ciclo della Rosa (tra cui il piacere) con il tema della voluttà
* Il ciclo del Giglio, con il tema del superuomo
* Il ciclo del Melagrano con il tema della bellezza

Il Teatro
A partire dal 1896, D’Annunzio iniziò a dedicarsi al teatro. Anche se i suoi lavori avevano sempre come protagoniste attrici famose come Eleonora Duse, Irma e Emma Gramatica, questa attività non ebbe grande successo. L’unico vera opera di successo in questo settore fu La figlia di Iorio (1903) che ebbe come protagonista Irma Gramatica.

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