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Gabriele D'Annunzio - La poetica

D’Annunzio nasce nel 1863 a Pescara e ha una formazione classicista e cattolica. Nel corso della sua sua vita è stato molto attivo in ambito politico e sociale. Egli ha fatto parte prima della Destra Storica e poi della Sinistra Storica; inoltre nel 1919 ha tentato l’impresa di Fiume. Nella sua opera il “Piacere”, D'Annunzio spiega cosa sia l’esteta per lui. Andrea Sperelli, il protagonista, ama circondarsi del bello, perché il bello è tutto, è vita. Andrea è innamorato di un' aristocratica, Elena Muti, emblema della donna fatale. Dopo essersi lasciati, Andrea, sfida a duello un suo amante, il quale lo ferisce gravemente, tanto da portarlo in ospedale, dove conosce Maria Ferres, una donna angelo. Il piacere sta tra l’opposizione delle due donne. Però un giorno Andrea, mentre passa la notte con Maria, invoca Elena. Maria, scioccata, decide di lasciarlo. A questo punto lui si rende conto, come una folgorazione, di cosa sia l’esteta, ossia l’occhio penetrante che uccide le cose.

In questo modo Andrea si rende conto di essersi circondato di oggetti morti. Dopo questo romanzo, non vi è più estetismo, ma la cosiddetta fase della Bontà, di cui il poeta italiano ha scritto due opere: “Giovanni Episcopo” e “L’innocente”. In queste opere si da' importanza al monologo interiore e alla vita interiore.

Il “Superuomo” è un'idea che il poeta riprende da Nietsche; secondo questo concetto l’uomo è diviso in due istanze:
- Dionisiaca: tutto ciò che è irrazionale;
- Apollineo: la tendenza alla ragione.

Per D'Annunzio il superuomo ha una volontà di potenza, per cui riesce a modificare la realtà a discapito di tutto. Il superuomo è un leader, un vate, è antiborghese e guida il popolo grazie alle sue eccezionali capacità.

Nei romanzi sul superuomo compare:
- L’inetto, ovvero l’incapace di vivere;
- La trama simbolica;
- Il superuomo che è sempre bloccato e distrutto dalla donna fatale.

La raccolta “Laudi della terra, cielo, mare, eroi”, scritta dal 1903 al 1912, viene chiamata cosi, perché D’Annunzio fa riferimento all’interpretazione decadente e extra-religiosa di S. Francesco, ovvero esprime la semplicità perché è in diretto rapporto con la natura. Questi libri sono lodi ispirate al Cantico delle creature di S. Francesco. D'Annunzio usa le lodi, perché vuole lodare il mondo.

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