Ominide 50 punti

Fase della Bontà e fase superomistica nella poetica d'Annunziana

Dopo la fase dell’estetismo, la produzione D’Annunziana intraprende una nuova fase intermedia definita “Fase della bontà”. Mentre i protagonisti dei romanzi precedenti percorrevano la strada del piacere mediante i vicoli della sensualità, in questo momento D’annunzio stesso sembra vaghi alla ricerca di una redenzione morale ed etica. Perciò, si inaugura una nuova molteplicità di temi, facenti capo al ritorno alle proprie origini (alla propria terra) e alla celebrazione della famiglia (che Andrea Sperelli aveva negato). Si tratta, infatti, di nuovi personaggi che attraverso una personalità e un temperamento virtuosi tentano di recuperare valori e virtù ormai sviliti e screditati.
Tuttavia, a questa fase si impone la “Fase Superomistica” (1893-94) germogliata dopo la lettura di Nietzsche, in particolare Così parlò Zarathustra, di cui saranno il manifesto i romanzi Il Piacere e Giovanni Episcopo. Questo si rivelerà il periodo più proficuo, dal momento che lo scrittore abruzzese si dedicherà parallelamente alla produzione prosastica, poetica e teatrale. Nonostante il superuomo cui fa riferimento è assimilabile al Übermensch Nitzscheano, rimarchevoli sono le differenze, poiché evidente è l’adattamento e la rielaborazione personale:

1. Se Nietzsche predicava un superuomo sul piano individuale, D’Annunzio, invece, lo trasforma in un moto artistico – politico;

2. Se il filosofo tratta dell’uomo in quanto tale, D’Annunzio si riferisce all’artista e all’intellettuale;
D’Annunzio, in realtà si avvale della filosofia superomistica per legittimare le sue velleità artistico – politiche. L’artista secondo la concezione D’Annunziana, poiché intellettualmente superiore alla massa, è il reale depositario della verità e in quanto tale deve capeggiare la società secondo un atteggiamento paternalistico.

Registrati via email