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-Ugo Foscolo: le Opere-

Ugo Foscolo scrisse molte opere legate al classicismo greco, come “Le Grazie”, dove i temi principali sono quelli dell’esaltazione del bello, attraverso le figure di Venere e delle sue ancelle; il titolo fa riferimento alle Grazie alla Primavera del Botticelli.
Scrisse inoltre due Odi, ”All’amica risanata” e “A Luigia Pallavicini caduta da cavallo”; la più nota è quella “A Luigia Pallavicini caduta da cavallo”, nella quale il Foscolo narra la vicenda di una donna che, caduta da cavallo, si sfregiò il viso e non si fece più vedere in pubblico; nell’ode viene ricordata la sua bellezza, con riferimenti alla bellezza ideale greca e al mito, attraverso anche l’utilizzo di versi classici (anacreontici e simili) e di uno stile a tratti ampolloso. Si nota quindi in questo caso una vicinanza di Foscolo ai caratteri Neoclassici, visto il tema della bellezza ideale legato al classicismo greco.

Scrisse anche una tragedia di stampo alfieriano, il “Tieste”, che parla delle vicende della vita di questo tiranno, che era solito muoversi in base alle convenienze/interessi, attraverso la quale critica Napoleone; l’opera è in stile neoclassico, suddivisa in cinque atti e presenta anche contenuti di stampo preromantico, come il patriottismo.
Scrisse anche i “Sonetti”, una raccolta di dodici poesie dal carattere autobiografico, infatti i sonetti (due quartine + due terzine, inventati da Jacopo da Lentini, della Scuola Siciliana) hanno una componente soggettiva.
Tra i suoi componimenti poetici troviamo “A Zacinto”, sonetto dedicato al suo luogo natio, “In morte del fratello Giovanni”, sonetto composto in ricordo della morte del fratello poeta e “I Sepolcri”, dove il Foscolo tratta il tema sepolcrale.
Uno dei suoi testi più noti è il “Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis”, un romanzo epistolare, che raccoglie appunto delle lettere scritte dal protagonista, Ortis, indirizzate a Lorenzo Alderani.

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