blakman di blakman
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Spesso il male di vivere ho incontrato

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Commento
Questa poesia, che fa parte della raccolta Ossi di seppia, è particolarmente suggestiva proprio per le immagini del mondo naturale che sembrano possedere un "sensibilità" propria in cui si riflette l`emozione del poeta. In solo due strofe il poeta sintetizza la sua visione pessimistica della vita,un susseguirsi di azioni prive di scopo,senza alcun senso.Il "male di vivere",l`esperienza della vuota come sofferenza, è comune a tutto l`universo, cosi il poeta la ritrova negli oggetti più semplici della natura:in un ruscello che non scorre liberamente,nella foglia che inaridisce e si accartoccia,in un cavallo stramazzato al suolo. Non c`e` scampo a questa sofferenza se non nell'indifferenza,qui evocata dall'immagine della statua immobile nella sonnolenza del mezzogiorno,della nuvola e del falco che osservano il mondo da lontano,dall'alto del cielo. Un'indifferenza che è anche accettazione distaccata e dignitosa della realtà.

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