blakman di blakman
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Non chiederci la parola
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
Perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo


Commento

Con parole essenziali, Montale, parla del suo modo di fare e concepire la poesia.Al poeta,che ha perduto ogni certezza,il lettore non può chiedere una guida,la rivelazione di verità assolute.La sicurezza dell`uomo che avanza nella vita senza curarsi dell`ombra che lo segue,e` estranea al poeta. Egli non ha parole che illuminano l`esistenza,che svelino nuovi mondi;l`unica certezza che può trasmettere e` tutta negativa: ciò che non e`,ciò che non vuole.I versi di questa poesia sono aridi e levigati come gli ossi di seppia,titolo della raccolta cui appartengono,la prima del poeta.Le poesia di Ossi di seppia, opera pubblicata per la prima volta nel 1925,nascono dalla profonda ricerca interiore del poeta che approda a un radicale pessimismo. Il paesaggio arido e aspro della sua Liguria,presente in molti dei suoi versi,diviene il simbolo di una condizione umana tragica, che vede l`uomo in balia di una reltà incomprensibile e dominata dal caso.

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