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Montale

Vita

Nasce a Genova nel 1896 da una famiglia benestante la quale possedeva una villa a Monterossa, nelle Cinque Terre, dove Montale trascorreva le vacanze estive.
A causa della sua salute cagionevole compì studi irregolari, ma nonostante ciò si laureò come ragioniere.
Era appassionato di musica e canto lesse molti poeti simbolisti francesi e poeti delle avanguardie italiane.
Si arruolò volontario nella prima guerra mondiale e combatti a Rovereto.
Finita la guerra torno a Genova, e a Monterosso conobbe Anna Degli Uberti (Annetta).
Si dedicò successivamente all’attività di critico letterario, pubblicando un omaggio a Svevo, e indirizzandosi verso la letteratura inglese di Pound ed Eliot.
Si trasferì successivamente a Firenze dove divenne direttore del Gabinetto Vieusseux, un prestigioso istituto culturale.
Qui iniziò a compiere vari studi danteschi dopo aver conosciuto una giovane ebrea americana Irma Brandeis (Clizia).

Dopo aver perso l’impiego presso l’istituto perché non si era iscritto al partito fascista ricomincio con l’attività di critico letterario e traduttore, lavorando anche con vari giornali. Conoscerà Drusilla Tanzi (Mosca) la quale sposerà. Ebbe inoltre l’occasione di accogliere in casa alcun amici letterati ebrei come Levi e Saba.
Si trasferisci a Milano dove lavorò per il “Corriere della Sera”.
Sarà nominato senatore a vita dopo la morte della moglie.
Nel 1975 riceve il premio Nobel per la letteratura.
Muore nel 1981.

Opere

Ossi di seppia

Si tratta della prima raccolta poetica scritta da Montale ed è un’opera molto complessa.
Una prima edizione fu pubblicata nel 1925 a cura di Gobetti e comprendeva liriche composte tra il 1916 e il 1924. Furono successivamente aggiunte altre 6 liriche nella seconda edizione del 1928.
La raccolta si apre con la poesia In limine ed è poi suddivisa in cinque sezioni: Movimenti (13 liriche), Ossi di seppia (22 brevi componimenti), Mediterraneo (9 poesie), Meriggi e ombre (15 liriche) e Riviere (1 sola lirica).
Il titolo riprende un’immagine dell’Alcyone di D’Annunzio ed allude alla condizione esistenziale dell’uomo e al programma poetico di Montale: come gli ossi di seppia vengono gettati sulla spiaggia, così il poeta si sente un “osso di seppia”, gettato a terra; come il mare liscia e leviga gli ossi di seppia, così il poeta levita e lima le sue rime fino a ridurle all’osso, all’essenziale.
Due sono i testi in cui morale enuncia la sua concezione poetica: nei Limoni esprime il suo rifiuto nell’utilizzare un linguaggio aulico, retorico e ricercato, ovvero il linguaggio dei poeti laureati, egli preferisci un linguaggio colloquiale ed essenziali, con termini aderenti alla realtà di ogni giorno; in non chiederci la parola egli esprime il suo pensiero pessimistico e negativo, la sua consapevolezza nel vuoto e della crisi umana, del quale il solo testimone è il poeta.

Vi sono più temi: visione pessimista, le immagini di morte ed aridità, la visione dl mare come un simbolo positivo in contrapposizione con la terra vista come luogo di sofferenza, individuazione di oggetti concreti, il desiderio di recuperare il passato e la ricerca di un varco.
La maggior parte delle liriche ha come sfondo il paesaggio ligure, brullo ed assolato che nella poesia prende la metafora di negativo.
Lo stile è superato, non è più quello delle avanguardie e di Pascoli o D’Annunio, am eè aspro asciutto ed antilettarario.
Si può evidenziale un aspetto del pensiero di Montale: il pessimismo esistenziale, una consapevolezza negativa. Egli prende coscienza di se stesso, ed afferma che esiste una disarmonia esistenziale. L’io poetico vive in questa condizione di male, ma pur essendone consapevole e completamente immerso non è in grado di sfuggirne, di cogliere il senso vero della vita. Perciò egli cerca un varco attraverso il quale cogliere l’essenza stessa delle cose.

Le occasioni

Le occasioni è la seconda raccolta poetica di Montale e comprende poesie scritte tra il 1928 e il 1939.
La prima edizione fu pubblicata nel 1939 e comprendeva 50 poesie, alle quali aggiunse quattro liriche nel 1940, fino alla sesta edizione del 1949 che reca la dedica a I.B.
L’opera si presenta con una poesia introduttiva Il balcone a cui seguono quattro sezioni senza titolo, eccetto per la seconda, intitolata Mottetti.

La prima sezione (16 componimenti), in prevalenza brevi, tranne per Dora Markus, in cui il poeta si rivolge a due donne. I temi sono quelli sulla riflessione del tempo e della memoria, ovvero il recupero del passato.
La seconda sezione, intitolata Mottetti (mottetto un genere antico francese) comprendeva 20 componimenti e presenta i temi dell’assenza. la lontananza dell’amata.
La terza sezione è costituita da un poemetto affronta il tema della poesia assediata dalla violenza della storia.
La quarta sezione (15 componimenti) e presenta il senso di inafferrabili del ricordo.
Il titolo ricorda le occasioni da cui nasce la poesia: frammenti del passato, figure dalla memoria, volti di donne amate, contatto tra passato e presente.
Sono situazioni concrete, occasioni che riportano alla memoria e che permettono al poeta di scrivere.
Le occasioni sono anche delusioni, perché sono legate alla presa di coscienza del poeta, l’incapacità di aprire il varco e raggiungere l’essenza.


Differenze tra Ossi di seppia e Le occasioni

Le occasioni innanzitutto presentano una maggiore varietà tematica, infatti in questa raccolta trovano posto anche realtà storiche degli anni Trenta (come le leggi razziali).
Negli Ossi di seppia la poesia è irraggiungibile, nelle Occasioni invece la poesia una realtà metafisica in grado di aprire un varco per raggiungere l’essenza delle cose.
In Ossi di seppia l’attenzione è rivolta alla ricerca dell’essenza delle cose, nelle occasioni, invece, l’attenzione è rivolta alla natura metafisica delle cose, infatti attraverso di essi il poeta può raggiungere la pura forma poetica.

La bufera e altro

é la terza raccolta poetica di Montale, ed allude alla seconda guerra mondiale.
Prima edizione nel 1956, contente poesie scritte tra il 1940 e il 54, una parte di queste già presente una piccola raccolta silloge intitolata Finisterre.
La raccolta comprende 57 componimenti dividi in sette sezioni: Finisterre (15), Dopo (3), Intermezzo (3), Flashes e dediche (15), Silvae (11), Madrigali privati (8), Conclusioni provvisorie (2).
Si tratta di un opera di superamento, la fine dell’illusione delle occasioni e la possibilità di rinnovamento morale e civile.
Non vi è più la Clivia salvifica, ma la donna volpe, quella dell’atto sensuale.

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