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La poetica di Montale


La poesia di Eugenio Montale è metafisica poiché nasce dal contrasto tra razionalità e irrazionalità: per quanto l'uomo tenti di ricercare il varco che unisce il mondo fisico al metafisico (che va oltre), è impossibile oltrepassarlo e l'essenza rimane un qualcosa di ineffabile e irraggiungibile.
Persino il linguaggio, che dovrebbe al contrario avvicinare all'essenza, si presenta come uno scoglio, un nemico, una costruzione e una convenzione sociale che costituisce l'involucro della cosa in sè e quindi ci impedisce di andare in profondità. La poetica di Montale, pertanto, inaugura un'antitesi tra vita e poesia, che diventa l'espressione della comune difficoltà della vita.
Proprio a causa dell'incapacità delle parole di esprimere esattamente gli stati d'animo, la produzione di Montale è caratterizzata dalla poetica degli oggetti, attraverso l'utilizzo del correlativo oggettivo, la principale peculiarità della sua produzione poetica, dal punto di vista stilistico.
Gli oggetti assumono un valore allegorico e metafisico, evocando sentimenti, stati d'animo e diventando emblema del "male di vivere" che contraddistingue la condizione dell'uomo in questo periodo. Negli oggetti così trasfigurati il poeta vede il destino dell'umanità, intessuto di inquietudini e angosce ineluttabili.
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