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Limoni

Limoni è la seconda poesia di Ossi di seppia (che si apre con la poesia In limine: sulla soglia)
I limoni costituisce il manifesto della poetica montaliana.
I limoni sono correlativo oggettivo della poesia semplice e della possibilità di entrare in contatto con la realtà delle cose.

Strofa 1
v. 1 - ascoltami: eco d’annunziana, con significato però opposto: il poeta vuole ricercare la poesia semplice.
Montale critica i poeti vate, che hanno una mentalità antica e che comunicano con una raffinatezza troppo ricercata, lontana dalla realtà delle cose (critica anche l’estetismo).
v.4 - per me: pleonastico, si ribadisce il punto di vista soggettivo di Montale. Egli vuole allontanarsi dai poeti vate e ama le cose semplici.
Strade, pozzanghere, orti, limoni: correlativi oggettivi della semplicità.

vv. 5-6 - pozzanghere mezze seccate: realtà di solitudine e abbandono dell’uomo moderno;
v. 7 - anguilla: simbolo rigenerativo della vita  anche nell’aridità c’è il tentativo di vivere;
L’anguilla è una poesia dell’ultima raccolta ed è la poesia più importante: l’anguilla diventa simbolo della poesia. Poesia è vita, è l’unica voce che rende concreto l’uomo nel deserto dell’esistenza.
In Montale però non c’è l’idea di poesia utile e consolatrice: la poesia è solo testimone del tempo e il poeta vive attraverso essa.

Strofa 2
La strofa è ricca di elementi naturali: uccelli, rami dei limoni, odori.
v. 14 - rami amici: i limoni rappresentano la possibilità di entrare in contatto con la realtà.
L’odore dei limoni non riesce però a staccarsi da terra: la terra costituisce il limite della possibilità di capire la realtà.
v. 17 - dolcezza inquieta: ossimoro, l’uomo sa che i limoni costituiscono un’illusione, illusione che però è fondamentale per l’esistenza dell’individuo (v. 19: per miracolo tace la guerra);
v. 20 - noi poveri: si riferisce ai poeti non laureati

Strofa 3
Montale invita il lettore a “vedere” il silenzio dove sembra potersi rivelare quello sbaglio di natura con cui riuscire a cogliere l’essenza delle cose.
vv. 26-28: possibilità di cogliere l’essenza
v. 30: la ragione però (a differenza dei simbolisti che accantonano la razionalità a favore dell’immediatezza) indaga, accorda (tentativo di sintesi) e disunisce (frantumazione inconcepibile)

Tutto ciò avviene mentre imperversa l’odore dei limoni.
vv. 34-36: a causa di questa incapacità di cogliere l’essenza l’uomo ritorna a essere l’ombra di se stesso , come una divinità infastidita perché ha un limite.

Strofa 4
Quando l’illusione viene meno, subentra l’immagine della città.
Pioggia che stanca la terra, tedio, luce avara, amara anima: simboli della disillusione
v. 43: quando: ritorno dell’illusione  anche in città è possibile trovare un errore di natura (portone mal chiuso) che scatena l’illusione di poter provare a cogliere l’essenza della realtà.

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