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La casa dei doganieri montale

Tu non ricordi la casa dei doganieri (A)
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera: (B)
desolata t’attende dalla sera (B)
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri (A)
e vi sostò irrequieto. (C)
Libeccio sferza da anni le vecchie mura (D) anastrofe
e il suono del tuo riso non è più lieto: (C)
la bussola va impazzita all’avventura (D)
e il calcolo dei dadi più non torna. (E) anastrofe
Tu non ricordi; altro tempo frastorna (E)
la tua memoria; un filo s’addipana. (F)
Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana (F) (ne tengo….ne tengo anafora)
la casa e in cima al tetto la banderuola (G)
affumicata gira senza pietà.(H)
Ne tengo un capo; ma tu resti sola (G)
né qui respiri nell’oscurità. (H)
Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende (I)
rara la luce della petroliera! (L)
Il varco è qui? (Ripullula il frangente (I)(assonanza)

ancora sulla balza che scoscende ...) (I)
Tu non ricordi la casa di questa (M)
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta. (M)

Contestualizzazione
Questa poesia costituisce uno dei primi componimenti de “Le Occasioni" ma mantiene ancora connotati della precedente grande opera "Ossi di seppia", a partire dalla visione dello spazio. La casa dei doganieri era infatti un casotto utilizzato dalla Guardia di finanza a Monterosso, in Liguria. Questo diventa dunque un elemento di eccezione in una raccolta dove il mutamento di paesaggio era uno degli elementi di principale distinzione dalle precedenti produzioni. Un tema invece che è spesso presente ne"Le Occasioni" è l'amore, in particolare nella relazione con la memoria del poeta. Già con le prime parole del primo verso Montale introduce la tematica che fa da sfondo a tutta la poesia ("Tu non ricordi...") in una dimensione dove non ha più alcuna relazione con la donna a cui si rivolge. Nella prima strofa il poeta si rivolge a una donna che un tempo era entrata con lui nella casa dei doganieri. Nella seconda strofa E' passato tanto tempo e la donna non ricorda più. Il poeta, riandando al passato, avverte l'insensatezza della vita. Nella terza strofa Montale rievoca la memoria e esalta la solitudine della donna. Nell’ultima strofa il lume della petroliera sembra suggerire un varco verso l'ignoto: ma è una speranza subito delusa.

Analisi
L’opera è composta da quattro strofe la prima e la terza sono quintine mentre la seconda e la quarta sono sestine composte tutte da versi in endecasillabi, talvolta ipermetri e con l'eccezione del v. 5 che è un settenario.
Lo schema rimico è formato da rime e assonanze disposte liberamente nel testo.

Aspetti simbolici
Il primo aspetto simbolico è la casa, menzionata già nel titolo. Questa diventa l'elemento che lega le due persone, "in cui v'entrò lo sciamedei tuoi pensieri e vi sostò irrequieto" (vv. 4, 5). Ora la casa è vuota e il rapporto tra i due è interrotto. Arletta "non ricorda" o è forse morta, mentre il poeta rimane ancora legato emotivamente a questo rapporto, com'è descritto attraverso l'immagine suggestiva del gomitolo (vv. 11 - 16). In questi due elementi troviamo la poetica degli oggetti, di cui Montale si serve ampiamente all'interno delle "Occasioni"; essa è accentuata in particolare da alcune ripetizioni (vedi nota metrica: anafore) e presenta gli elementi e le tematiche che fanno da sfondo a tutta la poesia. L'ultima immagine rilevante, quella dell'infinità del mare ("Oh l'orizzonte in fuga..." v.17), ci riporta al luogo in cui ci troviamo e assume una sorta di funzione salvifica, dove il mare - nella sua vastità -rappresenta un'ipotesi di liberazione e indica ancora una volta il forte legame tra Montale e la sua terra di origine.

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