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Canto 1 del Paradiso, analisi

Riassunto

Dante dichiara l’argomento della cantica, ossia la salita attraverso i cieli fino all’Empireo, invocando poi l’aiuto delle Muse e, soprattutto, di Apollo. Nel Paradiso terrestre, Beatrice guarda il sole e Dante la imita, tuttavia, non sostenendo a lungo la vista del sole, si rivolge alla dolce guida, sentendo avvenire la transumanazione. Attirato dalla rotazione delle sfere celesti, dalla loro musica armoniosa e dall’intensa luce e vastità, Dante viene confuso, ma Beatrice risolve il suo dubbio: essi non sono più sulla Terra, ma stanno volando verso il Paradiso attraverso la sfera del fuoco. Dante non comprende come mai possa passare attraverso l’aria e il fuoco, e Beatrice inizia un discorso in cui gli spiega che tutto il mondo è stato creato secondo un ordine provvidenziale a cui tutte le creature si conformano, tramite un istinto che le porta al loro luogo d’origine, che è l’Empireo. L’uomo, tuttavia, possiede anche il libero arbitrio, con cui può deviare direzione. Dante, essendo libero da ogni peccato, può innalzarsi verso il cielo.

Funzione
Il canto funge da proemio dell’opera, presentando l’argomento della cantica ed introducendo il lettore all’ambiente lieto e luminoso del Paradiso.

Luogo

Paradiso terrestre e Sfera del fuoco.

Personaggi in azione

-Dante: con le stesse caratteristiche di incertezza ed “ignoranza”, ancora più accentuate a causa del disagio di recarsi in un luogo a lui moralmente superiore. La sua anima si separa dal corpo per volare nei cerchi celesti.
-Beatrice: subito viene presentata come la dolce guida di Dante, valida sostituta di Virgilio. Beatrice, nel canto I, si comporta da madre nei confronti di Dante, e anche da maestra di teologia.

Personaggi citati

-Apollo e le Muse
-Glauco
-Marsia
-Dafne


Luoghi e episodi storici/mitologici citati

-Apollo si innamora della ninfa Dafne, che lo rifiuta e, fuggendo, si trasforma in una pianta di alloro. Perciò l’alloro è “amato” specialmente da Apollo.
-Parnaso: massiccio montuoso della Grecia centrale, con due vette consacrate ad Apollo (Citerone) e Bacco (Elicona). Elicona è anche un monte greco consacrato alle Muse-->confusione di Dante/riferimento a Bacco come simbolo della scienza naturale, non più sufficiente come per l’Inferno e il Paradiso, ma necessita della scienza divina (Apollo).
-Mito di Marsia: satiro frigio insuperbitosi per l’abilità nel suonare la cornamusa, osa sfidare Apollo. Apollo vince, lo lega ad un albero, lo scuoia e lo cuce dentro la sua stessa pelleinvocare da Dio la virtù poetica e non vantarsene come di cosa propria.

-Cirra = Citerone/ città sul golfo di Corinto identificata con Apollo.
-Mito di Glauco: pescatore della Beozia, posa il pescato su un prato mai calpestato e vede che, mangiando l’erba, essi riprendono vita e si gettano in acqua; incuriosito, assaggia l’erba e si trasforma in divinità marina.

Tempo

Mezzogiorno di mercoledì 13 aprile 1300

Argomenti

-Tema della gloria divina
-Tema della vastità dell’universo
-Tema dell’armonia
-Tema dell’ineffabilità
-Tema della recusatio
-Tema dell’ordine per gradi di beatitudine
-Tema dell’umiltà
-Tema della conoscenza pluridisciplinare (astronomia/astrologia)
-Tema del libero arbitrio

Simboli e allegorie

-Luce/Sole = Dio
-Diletto legno (alloro) = poesia/croce di Cristo
-Beatrice = teologia/Cristo/mediatrice tra Dante e Dio
-Quattro cerchi e tre croci = equatore, eclittica, orizzonte e coluro equinoziale-->costellazione dell’Ariete ed equinozio di Primavera/ quattro virtù cardinali e tre teologali
-Aquila = nobiltà
-“Pelegrin” = uomo in pellegrinaggio/falco pellegrino che si fionda sulla preda e torna in cielo

Aspetti stilistici e retorici

-Perifrasi al v. 1 “colui che tutto move” = Dio
-Perifrasi al v. 4 “ciel che più della sua luce prende” = Empireo
-Apostrofe ad Apollo
-Perifrasi ai vv. 32-33 “fronda peneia” = alloro

-Perifrasi al v. 32 “delfica deità” = Apollo
-Perifrasi al v.38 “lucerna del mondo” = sole
-Perifrasi al v. 41 “mondana cera” = uomini
-Metonimia al v. 36 “Cirra” = parte del Parnaso
-Doppia similitudine dal v. 49 al v. 54 “raggio riflesso – pellegrino” = imitazione di Beatrice
-Similitudine al v. 60 “ferro bogliente” = sole sfavillante
-Perifrasi al v. 62 “quei che puote” = Dio
-Perifrasi al v. 74 “amor che ‘l ciel governi” = Dio
-Similitudine al v. 92 “folgore” = Dante
-Latinismo al v. 97 “requievi”
-Metafora al v. 101 “madre” = Beatrice, Chiesa
-Metafora al v. 119 “arco” = istinto motore
-Similitudine dal v. 127 al v. 132 “artista e opera” = Dio e uomo
-Similitudine al v. 137 “Rivo” = meraviglia
-Similitudine al v. 141 “Foco vivo” = Dante
-Similitudine ai vv. 133-134-135 “fulmine” = uomo deviato dai piaceri effimeri

Riferimenti letterari e culturali

-San Paolo: “vaso d’elezione”; anche nel proemio dell’Inferno
-Ovidio – Metamorfosi
-Teorie sul suono delle sfere celesti di Platone e Pitagora

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