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Alla quarta qiornata con tema amore sfortunato, appartiene la novella Tancredi e Ghismunda nella quale Tancredi è padre molto geloso della figlia Ghismunda che non vuole che si sposi (o meglio risposi, perché rimasta vedova) con un uomo di condizione sociale inferiore rispettoa loro. Quest’ultimo viene ucciso.

Alla sesta giornata appartiene anche Frate Cipolla, il cui omonimo personaggio è una delle figure più emblematiche di Boccaccio. Il frate predicava fortemente il culto delle reliquie e per esempio faceva credere di avere una penna delle ali dell’arcangelo Gabriele avendo una grande abilità nel parlare.
Con Sir Ciappelletto, Frate Cipolla ha molte cose in comune: entrambi si prendono gioco degli umili, non con la cattiveria.

Altra importante novella appartenente alla seconda giornata “storie a lieto fine” è Andreuccio da Perugia.
Andreuccio (siciliano) si trova a Napoli con cinquecento fiorini per comperare un cavallo.
Una donna, vista la ricchezza che possedeva quel giovane decide di sottrargliela escogitando una beffa. Ella invita Andreuccio a casa sua, gli svela, mentendo, di essere sua sorella e lo invita a passare la notte in quella casa. Andreuccio accetta ma la sera stessa va in bagno dove inciampa e cade a terra dolorante. Approfittando dell’occasione la donna ruba la ricca somma di denaro. Il povero Andreuccio , trovatosi rinchiuso nel bagno trova una via d’scita e per la strada incontra due briganti intenzionati a profanare una tomba dove era custodito un arcivescovo che era stato seppellito con un tesoro, comprendente un anello di valore inestimabile.

Il giovane Andreuccio allora decide di dare una mano ai due manigoldi con la certezza che questi lo avrebbero ingannato, infatti così successe, ma Andreuccio riuscì a prendere l’anello e in seguito fuggire dalla tomba. Andreuccio resce così ad essere ripagato delle beffe subite.

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