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La molteplicità del reale nel Decameron e la molteplicità e tendenza all'unità

I molteplici aspetti reali del Decameron fanno si che i personaggi svarino da antichi uomini feudali a uomini del clero.
Non mancano, però, persone di vita quotidiana che compiono un lavoro umile e massacrante come servi, contadini e operai.
La varietà di argomenti trattati nel Decameron è ancora più evidente quando si osservano i luoghi dove si svolgono le novelle, infatti sono ambientate presso mari, fiumi, monti ecc.
Nonostante tutto Boccaccio predilige ambientare le sue storie in città poiché in questa ci è una grande molteplicità di ceti sociali e di tipologie di persone. Infatti lo stesso poeta afferma che solo in città è possibile notare come sia casuale la forza della Fortuna che fa diventare qualcuno ricco e qualcun'altro povero.
Nel Decameron Boccaccio in desidera raccogliere le molteplicità del reale. E' un esempio la peste che viene definita appunto cornice, poiché fa ammalare ogni tipologia di persone. Anche la disposizione delle novelle può essere vista come intento di descrivere le varie realtà. Infatti nella prima si parla di Ser Cappelletto che è visto da Boccaccio come il peggior homo mai esistito, nell'ultima, invece, si parla di Griselda che è estremamente sublime.

Da queste due novelle è possibile notare come il poeta si interessa di una cosa e del suo opposto, in questo caso di vizi e virtù.
Uno stile simile a quelli del Decameron è riconoscibile nella Commedia, soli che Dante parlando dei peccatori e dei beatibsegue uno schema dettato da Dio e non dalla sua volontà.
Boccaccio nella sua opera non cita mai un intervento divino, ma solo delle forze dell'amore e della fortuna.

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