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Il Decameron di Boccaccio, poco dopo la sua pubblicazione venne tradotto in tutte le principali lingue europee. Quest’opera , assieme alla commedia di Dante e al Canzoniere di Petrarca , rappresenta la massima espressione della letteratura italiana del 14° secolo. Il Decameron rappresenta un modello sia per la narrativa italiana che per quella estera, inafftti sono presenti analogia tra il Decameron e i racconti di Canterbury e Geoffrey Chaucher. Nel decameron si ha l’incontro tra i due aspetti della formazione di Boccaccio: quello borghese- mercantile, derivante dall’ambientazione fiorentina e dalla famiglia paterna e quello cortese, derivane dal periodo napoletano, trascorso alla corte del re d’Angiò. Il Decameron rappresenta quindi la fusione delle esperienze dell’autore, nonché viene denominato “capolavoro dell’autunno del medioevo”. È così chiamato poiché rispecchia la società borghese e feudale del 13 e 14° secolo e concilia valori cortesi e valori laici, propri della borghesia mercantile.

Il Decameron è un esempio di realismo medievale; ciò si riscontra nella collocazione ben definita dello spazio e del tempo e nella verosimiglianza delle situazione psicologiche. Boccaccio si interessa ai diversi strati sociali, per dar vita ad una commedia sociale ben articolata. Spesso, nel Decameron, realismo e comicità coincidono, ponendo al centro dell’attenzione ciò che solitamente si tende a censurare.

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