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La novella introduttiva della 4 giornata è raccontata da Boccaccio stesso, è l’eccezione. Il motivo per cui la scrive è perché Boccaccio aveva cominciato a pubblicare alcune sue novelle del Decameron, e alcuni lo avevano criticato dicendo che le sue novelle erano banali, che le tematiche affrontate erano di poca rilevanza, gli intellettuali erano ancora Medievale, epoca passaggio da Medioevo a concezione Umanesimo. Secondo loro trattava troppo dell’amore, dunque dedica alle donne per alleviare i loro dolori d’amore. Boccaccio risponde scrivendo una novella.
La novella delle papere
C’è un uomo fiorentino che perde l’amata moglie, ne soffre e decide di andare a vivere da eremita assieme al figlio, di due anni all’epoca, crescendolo sul monte Asinaio, parlandogli solo della religione e non della realtà esterna, dato che non lo fa mai uscire; il bambino non sa nulla del mondo se non quello che dice la religione.
A 18 anni il ragazzo convince il padre a portarlo con sé a Firenze (doveva andarci per prendere ciò di cui avevano bisogno); il padre ha cresciuto il figlio solo nella conoscenza delle preghiere, e il figlio si meraviglia di ogni cosa che vede: delle case, delle chiese ecc., è la prima volta che vede Firenze e ogni suo particolare lo colpisce.

Il ragazzo vede delle donne, e appena le vede chiese che cosa fossero: dice che sono delle papere, ma il giovane vuole averne una. Il padre si sente di aver avuto più debolezza nell’ingegno rispetto alla natura.
Le tematiche:
- Amore: è una cosa naturale, istintiva; Boccaccio sottolinea che di fatto il padre cerca di tenerlo lontano dalle cose terrene, ma appena vede una donna il figlio la desidera: l’istinto non può essere controllato, l’amore è una forza della natura, agisce sull’essere umano indipendentemente da quello che l’umano fa. L’amore naturale si contrappone infatti all’ingegno del padre nell’ultima frase, poiché non può nulla contro l’amore: il padre cresce il figlio in modo ingegnoso, contro tutti i peccati terreni, ma non può fermarlo. A differenza dello Stil Novo, l’amore è un fatto più terreno e carnale, non spirituale. Ciò che attrae il ragazzo è la donna in sé, non la loro gentilezza che eleva, Boccaccio non ci dice che sono nobili, sappiamo solo che il ragazzo ne è istintivamente attratto. Si supera l’idea Medievale per cui tutte le cos terrene sono peccato: l’amore, per quanto terreno, è naturale e non peccato.
- Rapporto genitori-figli: il padre cerca di difendere suo figlio dalle sofferenze, lui ha sofferto per la perdita dell’amata, e cerca di impedire che il figlio si innamori per evitare che subisca la stessa sofferenza. Di conseguenza, lo protegge impedendogli di vivere: ma è impossibile sfuggire, il padre cerca di impedirgli di vivere certe esperienze ma non può, c’è sempre un momento in cui prima o poi lui vivrà come vuole lui. I genitori sono spesso iperprotettivi a fin di bene per cercare di impedirgli le sofferenze, ma anche i figli devono fare le loro esperienze e le faranno di sicuro.
- Letteraria: Boccaccio risponde così alle critiche ricevute dagli intellettuali a lui contemporanei. L’autore vuole far emergere che ci sono intellettuali che cercano di vivere nelle loro idee senza contatti con il mondo esterno (il padre cresce così il figlio), crescono spiritualmente ma non hanno esperienza nel mondo vero. Gli intellettuali possono fingere che non esista il mondo esterno, ma questo c’è ed agisce come l’amore fa con il ragazzo; quando l’intellettuale conosce il mondo, uscendo dai soli libri, ne viene attratto. Li critica quindi perché non sanno cosa c’è nella realtà concreta.

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