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La Società mercantile

La società mercantile è la protagonista del Decameron Boccacciano. Le novelle del Decameron spesso sono ambientate in realtà storiche determinate e ben riconoscibili; frequentemente al centro dell’attenzione è una realtà cittadina, borghese e mercantile, contemporanea o di un recente passato. Tra queste ricordiamo “Landolfo Rufolo” , “Andreuccio da Perugia”, “Lisabetta da Messina” , “Federigo degli Alberighi” e “Cisti fornaio.
Al mondo dei mercanti, che è il suo ambiente sociale di provenienza, Boccaccio dedica nelle sue novelle molta attenzione. Quindi possiamo dire che è un atteggiamento mentale dello spirito borghese quanto il Boccaccio mostra di condividere e apprezzare. È quell’atteggiamento che si manifesta nel calcolare i rischi e tornaconto delle scelte, nel misurare con equilibrio e accortezza le esperienze, nell’impiegare la ragione e l’intelligenza, nel valutare problematicamente il reale, e poi , soprattutto, nel concreto della dinamica novellistica, si realizza nella parola e nei fatti, nell’arguzia dell’espressione, nella prontezza delle risposte, nell’abilità di governare i fatti e indirizzarli secondo le aspettative, nella prontezza nel rintuzzare gli impedimenti e scavalcare le avversità( L. Surdich)

Sempre in riferimento alla società mercantile abbiamo M. Barattaro che dice che il mondo italiano ed europeo descritto nel Decameron è sempre di più il campo d’azione della nuova classe di mercanti e di banchieri : la classe borghese prende il sopravvento, manifestando la suo preminenza sul piano dell’industria vigile e attiva. È questa classe dei mercanti che avvicina a Firenze, nel Decameron, città più lontane.
Prendiamo due novelle elencate sopra: “Landolfo Rufolo” e “Andreuccio da Perugia”
In “Landolfo Rufolo”, come è consueto nella seconda giornata, c’è il conflitto tra virtù e Fortuna, ma qui la virtù assume le forme tipiche del mondo mercantile , della mentalità del mercante . Infatti Landolfo ne presenta i tratti caratterizzanti : l’intraprendenza e il dinamismo, il calcolo accorto e la mancanza di scrupoli.
Con "Andreuccio da Perugia” siamo ancora nell’ambito della seconda giornata. Andreuccio si presenta subito in contrasto al modello dell’eroe Boccacciano, accorto, malizioso, pronto ed abile. Andreuccio appare come un antieroe, poiché è un giovane ingenuo per inesperienza, solo alla fine della novella Andreuccio acquisterà il “saper vivere” e quindi si potrà considerare un eroe Boccacciano. Nella novella la Fortuna si accanisce contro Andreuccio poiché questo non è in grado di contrastarla.
Se nella novella di Landolfo Rufolo la Fortuna sembrava onnipotente e la virtù umana quasi inoperante, qui l’industria umana assume un ruolo decisivo.
Il dinamismo della visione di questa borghesia cittadina medievale ha precisi limiti. Boccaccio, l’intellettuale che ne è l’espressione, ne è il fedele interprete

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