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Ser Ciappelletto da Prato-Decameron

Prima giornata. Sotto il reggimento di Pampinea, narra Panfilo.

Questa novella narra di un uomo malvagio e senza pudore che viene incaricato di riscuotere i crediti in Borgogna. Il suo nome è Ser Ciappelletto, un notaio descritto da Boccaccio come un uomo di bassa statura, elegante nel vestire e vizioso nei modi, ma riprovevole perché capace di qualsiasi inganno, insomma, il peggiore uomo forse mai nato. Visto che in Borgogna nessuno lo conosceva, cominciò ad usare le buone maniere e a comportarsi come un benefattore. Ma un giorno, quando si ammalò gravemente, suscitò preoccupazione nei suoi ospiti, perché immaginavano che Ser Ciappelletto non si sarebbe confessato e questo avrebbe provocato l’ira dei borgognoni. Ser Ciappelletto sentì tutto e si mise d’accordo con i suoi ospiti; fece venire un frate e si confessò facendosi credere un santo. Dopo aver elencato le opere buone, confessò solo tre peccati e cominciò a piangere per il pentimento e il frate gli diede l’assoluzione. La sera stessa morì e fu sepolto in un’arca di marmo. Inoltre, fu venerato come un santo e gli furono attribuiti dei miracoli.

Morale: Ser Ciappelletto per amore degli affari fu capace di mentire davanti a Dio, non temendo il giudizio divino. Boccacco vuole burlarsi della Chiesa e della facile credulità del popolo.

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