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Cisti fornaio-Decameron

Sesta giornata. Sotto il reggimento di Elissa, narra Pampinea.
Il protagonista di questa novella è Cisti, un fornaio di Firenze che si era arricchito e che possedeva buoni vini bianchi e rossi. Un giorno a Firenze arrivarono gli ambasciatori di Papa Bonifacio VIII, che alloggiavano in casa di messer Geri Spina. Cisti notò che, ogni mattina, passavano davanti al suo forno e aveva intenzione di invitarli. Tuttavia, considerando bene la sua posizione di artigiano, rispetto a quella di messer Geri Spina, decise che doveva essere quest’ ultimo ad invitarsi. Ogni mattina si sedeva davanti alla sua bottega sorseggiando il suo vino, per essere notato da messere Geri e dagli ambasciatori. Messer Geri, avendo visto questa scena più volte, ad un certo punto chiese al fornaio se quel vino era buono e Cisti prontamente rispose di si, ma doveva essere per forza assaggiato. Così Messere Geri e gli ambasciatori ogni mattina rimanevano davanti al forno di Cisti ad assaggiare il suo buon vino. Un giorno messer Geri organizzò un banchetto e invitò anche Cisti. Quest’ ultimo però non voleva andare e messer Geri inviò un servo a casa del fornaio con un fiasco. Il servo furbamente portò con sé un fiasco grande per assaggiare il vino, ma Cisti si rifiutò di riempirlo. Egli, infatti, avendo capito le intenzioni del servo, pensò che un vino così buono non potesse essere bevuto da un uomo di quel rango. Alla fine Cisti riempì un fiasco più piccolo e lo portò a messere Geri con cui strinse una lunga amicizia.

Morale: il galateo civile e la dignità sono fondamentali e devono essere presenti nella vita di ognuno.

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