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Differenze fra una novella di adulterio
in Apuleio e Boccaccio
Alcune riflessioni sul rapporto di Boccaccio con la fonte, rappresentata in questo caso dalle Metamorfosi apuleiane :
* Entrambe le novelle, in Apuleio e in Boccaccio, sono inserite in una cornice : in Apuleio è Lucio, trasformato in asino che, giunto in un paese, sente raccontare tale episodio di adulterio e lo riferisce ai suoi lettori. In Boccaccio vi è un prologo in cui Filostrato dichiara che, come gli uomini tradiscono spesso le loro mogli, alla stessa maniera le donne non sono meno capaci di beffare e ingannare i loro mariti.
*Se in Apuleio il luogo della novella rimane imprecisato, i nomi dei protagonisti taciuto, e l'intreccio è raccontato in maniera molto sommaria, Boccaccio invece esplicita il luogo dove si svolge la vicenda (non solo indica chiaramente Napoli, ma fa anche riferimento alla via in cui sta Peronella - "la contrada, che Avorio si chiama" - e alla festa di San Galeone, del quale esisteva una cappella non lontano dal quartiere di Peronella e degli Scrignari) ; inoltre dà dei nomi ai personaggi e aggiunge molti particolari al modo in cui gli amanti si conoscono e frequentano. Boccaccio, dunque, conferisce realismo e concretezza alla situazione e ai personaggi.
*La strategia della donna consiste, come in Apuleio, in tre parti :
1. lo stratagemma di nascondere l'amante dentro la botte
2. il rimprovero al marito per non essere andato a lavorare
3. fare dell'amante, in maniera fittizia, il compratore della botte
Se lo stratagemma è indicato da Apuleio sommariamente, Boccaccio fa parlare direttamente la donna, la quale spinge Giannello ad entrare dentro la botte.
Inoltre, il rimprovero che Peronella fa al marito si arricchisce in Boccaccio di nuovi elementi : oltre ad esagerare i pianti e le lamentele contro il marito, la donna introduce il fatto che le donne del vicinato la prendono in giro per le fatiche che sopporta e che molti la corteggiano regalandole oro e gioielli. Si noti il fine riferimento ironico che Boccaccio fa fare alla donna sulla sua reale situazione: "Intendi sanamente, marito mio, che se io volessi far male, io troverrei ben con cui, chè egli ci son de' ben leggiadri che m'amano e voglionmi bene". Prima, infatti, Gianel era stato proprio definito così : " Avvenne che un giovane de' leggiadri, veggendo un giorno questa Peronella..."
*Un'altra differenza sta nella parte finale della novella : se in Apuleio è il marito che, spontaneamente, decide di andare a controllare lo stato della botte, in Boccaccio è la moglie che spinge il marito ad entrare dentro la botte ; questa modifica rispetto alla fonte è finalizzata a dare maggiore spessore all'efficacia della parola e all'intraprendenza della donna.
*è un ottimo esempio del rapporto che Boccaccio aveva le fonti : in questo caso, uno dei suoi autori preferiti, Apuleio.
*tale novella bene mette in evidenza come una donna, tramite la parola e l'intelligenza, riesca a beffare il marito che sta per scoprirla in flagrante adulterio. Viene, dunque, in questo caso esaminata l'abilità di parola e l'intelligenza di una donna che, come Frate Cipolla e Melchisedec, desidera trarsi d'impiccio in una situazione ; ma sussiste una rilevante differenza rispetto alle due novelle prima esaminate: la donna, in questo caso, non sta dalla parte di chi subisce l'inganno o la beffa, ma è lei stessa beffatrice. Con questa novella si vuole quindi arricchire il modulo di un altro punto di vista : l'abilità di parola e l'intraprendenza di chi sta beffando.
La novella dalle Metamorfosi di Apuleio è ripresa abbastanza fedelmente da Boccaccio che, pur seguendone la trama, modifica alcuni tratti e approfondisce alcuni momenti molto più che Apuleio.
La trama della novella è sostanzialmente identica : un uomo, con un modesto lavoro, prende per moglie una donna che presto lo inizia a tradire con un giovane amante, approfittando del fatto che il marito sta tutto il giorno fuori a lavorare. Un giorno il marito arriva durante la mattina perché si era dimenticato che si trattava di una festività. La moglie, presa alla sprovvista, fa nascondere l'amante in una botte e rimprovera il marito perché, essendo tornato presto, non ha portato a casa nessun guadagno. Il marito allora le dice che ha trovato uno stratagemma per ricavare un po' di soldi, vale a dire vendere la botte che hanno a casa. Con un colpo di ingegno, la moglie allora afferma che l'idea di vendere la botte era già venuta a lei ; tant'è che dentro la botte c'è già il compratore, teso a verificarne lo stato. Il giovane, allora, esce fuori dalla botte e vi entra il marito, intento a pulirla per bene al nuovo compratore. Nel frattempo la donna con il suo amante continuano a beffare il marito.
La novella di adulterio tratta dalle Metamorfosi di Apuleio viene data agli allievi con la traduzione italiana a fianco.

Apuleio, Metamorfosi, IX, 5-7
Boccaccio, Decameron VII, 2

Metamorfosi : L'antefatto è raccontato in maniera molto spicciola e breve, senza approfondimenti dei personaggi. Chi racconta è Lucio (protagonista delle Metamorfosi), trasformato in asino e al seguito di briganti fermatisi in un'osteria :
"Mentre eravamo alloggiati nella prima osteria che ci era capitata, veniamo a conoscenza di un adulterio successo ad un tizio molto povero[...]Costui, ridotto al lumicino della miseria, tirava innanzi con quel magro salario che riceveva. [...] Con tutto ciò, aveva una mogliettina anch'essa di umile condizione, ma famosa per i suoi pessimi costumi. Un bel giorno, di mattina presto, egli era appena uscito per recarsi al consueto lavoro, che con grande audacia scivola dentro in casa l'amante della moglie. Ma mentre i due, senza alcun timore, sono impegnati in amorose colluttazioni, ecco che inaspettatamente ritorna a casa il marito[...] Allora la moglie, scaltra e abilissima a trarsi d'impaccio in situazioni così scabrose, libera subito l'uomo dal suo tenacissimo amplesso e lo nasconde nel ventre di una giara che si trovava seminascosta in un angolo (IX,5).

Decameron : B. si dilunga molto più di Apuleio sul luogo, sulle circostanze che hanno portato i due amanti (che qui, a differenza che in Apuleio, hanno un nome) a conoscersi e a frequentarsi :
Egli non è ancora guari che in Napoli un povero uomo prese per moglie una bella e vaga giovinetta chiamata Peronella, e esso con l'arte sua, che era muratore, e ella filando, guadagnando assai sottilmente, la lor vita reggevano come potevano il meglio. Avvenne che un giovane de' leggiadri, veggendo un giorno questa Peronella e piacendogli molto, s'innamorò di lei : e tanto in un modo e in un altro la sollicitò, che con essolei si dimisticò. E a potere essere insieme presero tra sé questo ordine : che, con ciò fosse cosa che il marito di lei si levasse ogni mattina per tempo per andare a lavorare o a trovar lavorio, che il giovane fosse in parte che uscir lo vedesse fuori ; e essendo la contrada, che Avorio si chiama, molto solitaria dove stava, uscito lui, egli in casa di lei se n'entrasse [...] Ma pur trall'altre avvenne una mattina che, essendo il buono uomo fuori uscito e Giannello Scrignario, che così aveva nome il giovane......

Metamorfosi : Lo stratagemma trovato dalla donna è semplicemente raccontato da Apuleio in due righe :
" Allora la moglie, scaltra e abilissima a trarsi d'impaccio in situazioni così scabrose, libera subito l'uomo dal suo tenacissimo amplesso e lo nasconde nel ventre di una giara che si trovava seminascosta in un angolo" (IX,5)

Decameron : è Peronella che parla in prima persona e rende palese lo stratagemma di nascondere l'amante nella botte :
"Peronella, sentito il marito, disse : " O Gianel mio, io son morta, chè ecco il marito mio, che tristo il faccia Iddio, che ci tornò : e non so che questo si voglia dire, chè egli non ci tornò mai più a questa otta : forse che ti vide egli quando tu c'entrasti ! Ma per l'amore di Dio, come il fatto sia, entra in cotesto doglio che vedi costì, e io gli andrò ad aprire, e veggiamo quello che questo vuol dire di tornare stamane così tosto a casa"

Metamorfosi : La donna rimprovera il marito per essere tornato a casa presto senza guadagno :

“Sei dunque un bighellone che se ne va a passeggio ozioso e con le mani in tasca! Se non ti piace il lavoro quotidiano, come puoi provvedere i mezzi per vivere, e che cosa porterai a casa da mangiare? Quanto sono disgraziata io! Notte e giorno mi torco le braccia a tesser la lana, perché nel nostro stambugio ci sia almeno una lampada a farci luce. Com’è più felice di me Dafne la vicina! Sin dal mattino se la spassa con i suoi amanti riempiendosi di vino e di cibo fino alla nausea" (IX,5).

Decameron : La donna rimprovera il marito per essere tornato a casa presto senza guadagno ma, in più rispetto ad Apuleio, fa una lunga tirata sul fatto che, nonostante possa tradirlo con giovani amanti che la corteggiano con costosi regali, tuttavia ha deciso di rimanergli fedele. Inoltre parla di come le donne sue vicine si fanno beffa di lei :
" Peronella andata all'uscio aprì al marito e con un mal viso disse: «Ora questa che novella è , che tu così tosto torni a casa stamane ? Per quello che mi paia vedere, tu non vuogli oggi far nulla, chè io ti veggio tornare coi ferri tuoi in mano : e se tu fai così di che viverem noi ?[...] Credi tu che io sofferi che tu m'impegni la gonnelluccia e gli altri miei pannicelli, che non fo il dì e la notte altro che filare, tanto che la carne mi s'è spiccata dall'unghia, per potere almeno avere tanto olio, che n'arda la nostra lucerna? Marito, marito, egli non ci ha vicina che non se ne meravigli e che non facci beffe di me, di tanta fatica quanta è quella che io duro [...]».
E così detto, incominciò a piangere e a dir da capo : "Oimé, lassa me, dolente me, in che mal'ora nacqui, in che mal punto ci venni! ché avrei potuto avere un giovane così da bene e nol volli, per venire a costui che non pensa cui egli s'ha menata a casa!. L'altre si danno buon tempo cogli amanti loro e non ce n'ha niuna che non abbia chi due o chi tre, e godono e mostrano a' mariti la luna per lo sole. e io misera me! perché son buona e non attendo a così fatte novelle, ho male e mala ventura. Intendi sanamente, marito mio, che se io volessi far male, io troverrei ben con cui, chè egli ci son de' ben leggiadri che m'amano e voglionmi bene e hannomi mandato proferendo di molti denari, o voglio io robe o gioie, né mai mel sofferse il cuore, per ciò che io non fui figliuola di donna da ciò ».

Metamorfosi :Alla replica del marito che afferma di avere avuto l'idea di vendere la botte che stava dentro casa, la donna afferma, ingegnosamente, che tale trovata era già venuta a lei, tant'è che nella botte c'è già il compratore :
"Ecco- esclamò- che grand'uomo ho trovato ! Che commerciante di vaglia ! Un arnese che io, donna, standomene chiusa in casa, ho venduto per sette denari, lui l'ha data via per meno ! (IX,6)"

Decameron : Alla replica del marito che dichiara di avere avuto l'idea di vendere la botte, la donna afferma, ingegnosamente, che tale trovata era già venuta a lei, tant'è che dentro la botte c'è già il compratore :
"E tutto questo è del dolor mio : tu, che se' uomo e vai attorno e dovresti sapere delle cose del mondo, hai venduto un doglio cinque gigliati, il quale io feminella che non fu' mai appena fuor dall'uscio, veggendo lo 'mpaccio che in casa ci dava, l'ho venduto sette a un buon uomo...."

Metamorfosi : Viene fuori l'amante dalla giara, fingendosi per il compratore e parla con entrambi. Il marito va spontaneamente a controllare la botte e vi entra dentro :
"Buon uomo, chiunque tu sia, perché non mi dai subito una lucerna ? Così potei raschiare subito di dentro la gromma e vedere se il recipiente si può ancora utilizzare [...]" Senza farsi pregare e senza sospettare di nulla, il marito risponde : "Tirati via di là, e sta pur comodo. Aspetta che voglio io stesso presentartela pulita a dovere"(IX, 7)

Decameron : Viene fuori l'amante dalla giara, fingendosi per il compratore e parla con entrambi. È Peronella a spingere il marito ad entrare nella botte.
Disse allora Giannello : "Il doglio mi par ben saldo, ma egli mi pare che voi ci abbiate tenuta entro feccia, chè egli è tutto impastricciato di non so che cosa sì secca [...]". Disse allora Peronella : "No, per quello non rimarrà il mercato ; mio marito il netterà tutto". E il marito disse : "Si, bene [...]".

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