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Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori

Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
le cortesie, l'audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l'ire e i giovenil furori
d'Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.

Nella prima ottava Ariosto fa una presentazione dei temi: mostra la novità dell'argomento trattato: Le donne si rifà alla tradizione classicista e riprende Virgilio e Dante. Parlarà perciò della guerra che Agramante porta contro Carlo Magno, degli amori e delle imprese audaci.

Dirò d'Orlando in un medesmo tratto
cosa non detta in prosa mai, né in rima:
che per amor venne in furore e matto,
d'uom che sì saggio era stimato prima;

se da colei che tal quasi m'ha fatto,
che 'l poco ingegno ad or ad or mi lima,
me ne sarà però tanto concesso,
che mi basti a finir quanto ho promesso.

Nella seconda ottava Ariosto fa una descrizione del secondo filone: dice che parlarà della pazzia di Orlando e fa un'associazione tra lui e Orlando stesso. A metà ottava Ariosto fa una sorta di invocazione alla donna per proseguire il suo lavoro (Il poema riprende la vicende lasciate in sospeso da Boiardo nell'Orlando Innamorato).

Piacciavi, generosa Erculea prole,
ornamento e splendor del secol nostro,
Ippolito, aggradir questo che vuole
e darvi sol può l'umil servo vostro.
Quel ch'io vi debbo, posso di parole
pagare in parte e d'opera d'inchiostro;
né che poco io vi dia da imputar sono,
che quanto io posso dar, tutto vi dono.

"Erculea prole" si rivoge al cardinale Ippolito d'Este. Qui viene inserito il motivo encomiastico: scrive con termini positivi della famiglia degli Este perchè cerca di riallacciare i rapporti con Ippolito (da quando questo gli aveva chiesto di andare con lui ma Ariosto aveva rifiutato).

Voi sentirete fra i più degni eroi,
che nominar con laude m'apparecchio,
ricordar quel Ruggier, che fu di voi
e de' vostri avi illustri il ceppo vecchio.
L'alto valore e' chiari gesti suoi
vi farò udir, se voi mi date orecchio,
e vostri alti pensieri cedino un poco,
sì che tra lor miei versi abbiano loco.

Nell'ultima ottava ripercorre dunque la stirpe degli Este inserendo Ruggiero nel racconto che sposerà Bradamante dando inizio alla dinastia degli Este. Ariosto fa anche ,nelle ultime righe, un'invocazione al lettore (apostrofe).

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