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Orlando Furioso - Proemio (2)

Versi e parafrasi del Proemio del poema ariostesco: le prime quattro strofe d'apertura dell'intera opera

E io lo dico a Skuola.net
Orlando Furioso:
Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
le cortesie, l'audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l'ire e i giovenil furori
d'Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.

Dirò d'Orlando in un medesmo tratto
cosa non detta in prosa mai, né in rima:
che per amor venne in furore e matto,
d'uom che sì saggio era stimato prima;
se da colei che tal quasi m'ha fatto,
che 'l poco ingegno ad or ad or mi lima,
me ne sarà però tanto concesso,
che mi basti a finir quanto ho promesso.

Piacciavi, generosa Erculea prole,
ornamento e splendor del secol nostro,
Ippolito, aggradir questo che vuole
e darvi sol può l'umil servo vostro.
Quel ch'io vi debbo, posso di parole
pagare in parte e d'opera d'inchiostro;
né che poco io vi dia da imputar sono,
che quanto io posso dar, tutto vi dono.

Voi sentirete fra i più degni eroi,
che nominar con laude m'apparecchio,
ricordar quel Ruggier, che fu di voi
e de' vostri avi illustri il ceppo vecchio.
L'alto valore e' chiari gesti suoi
vi farò udir, se voi mi date orecchio,
e vostri alti pensieri cedino un poco,
sì che tra lor miei versi abbiano loco.


Parafrasi:
Io vi narro le donne, i cavalieri, le armi, le cortesie, le imprese audaci, che furono al tempo in cui i Mori attraversarono dall'Africa il mar Mediterraneo,, e in Francia distrussero tanto, seguendo l'ira e i furori giovanili del loro re Agramante, che si impegnò tanto per vendicare la morte di Troiano imperatore romano prima del re carlo. Ad un certo punto narrerò di Orlando ciò che non è stato mai scritto ne in rima ne in prosa: che per amore cadde in uno stato di furore e di pazzia di un uomo che prima era stato considerato così saggio; potrò narrare solo se mi sarà concesso da colei che mi consuma, ogni momento il poco ingegno che ho e mi ha reso come orlando, quanto mi basta per finire quanto ho promesso. Vi piaccia, la generosa prole ad ercole ippolito, ornamento del nostro secolo, gradite questo che vuole e solo può darvi il vostro umile servo. Quello che vi devo, posso darlo con parole o con i miei scritti, non è che io sia poco da accusare perchè quanto posso dare tanto vi dono. voi sentirete fra i più degni eroi, che mi presto a lodare, ricordare quel ruggiero, che fu il capostipite vostro e dei vostri illustri avi. l'alto valore e le sue famose imprese vi farò ascoltare, se mi prestate orecchio e i vostri più attenti pensieri cedino un po così che i miei versi si insedino fra essi.
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