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Ruggiero e Angelica

Angelica, nel suo continuare a cercare qualcuno che la riporti in patria, è stata rapita dai corsari dell'isola di Ebuda (inserita da Ariosto nel nord della Scozia). L'isola è funestata dall'orca, un terribile mostro marino che si ciba di carne umana; Angelica viene legata nuda ad uno scoglio per essere data in pasto al mostro. Lì approda volando su un Ippogrifo, Ruggiero, dopo essere fuggito alle insidie della maga Alcina. Ruggiero salverà Angelica.

Nel canto precedente Ariosto presenta le ansie dei personaggi, qui solo caratteri fisici. Presenta e contestualizza Angelica; fa un contrasto tra la natura positiva e negativa inserendo metafore: la prima è la descrizione di lei, la seconda è la parte in cui parla del popolo. Nella seconda ottava oltre alla descrizione di Angelica c'è la descrizione di Ruggero. In questo contesto Ariosto ci mostra come anche solo con il pensiero Ruggiero tradisca Bradamante, vedendo Angelica bella, e portando il personaggio ad essere combattuto tra le due. Il duello è rappresentato come una movimentata battaglia aereo-navale con l'ippogrifo in picchiata sul mare con Ruggero in attacco e il mostro marino, così corazzato da sembrare invulnerabile. Il motivo dello scudo e dell'anello rende all'estremo il carattere mirabolante e ironico di Ruggiero: in volo riesce a centrare il mignolo di Angelica.

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