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Ariosto, Ludovico - Orlando Furioso

Ariosto presenta il proprio poema come giunta dell’Orlando Innamorato di Boiardo. Sceglie il genere cavalleresco in ottave per gusto letterario della corte estense, successo di pubblico, offre possibilità di esprimere affetti.
I modelli sono Seneca (Ercule, eroe folle), Dante (viaggio) e Petrarca (lingua).
La prima edizione è del 1516 comprendente 40 canti, esce a Ferrara, avviene una lieve revisione, che porta alla seconda edizione nel 1521. La terza edizione edizione vede l’aumento dei canti in 46 (nuovi episodi: storia Olimpia, Ruggero salva Angelica, pazzia Orlando), la lingua è quella di Bembo, che conferiva identità linguistica e culturale forte al volgare italiano. Restano fuori dal poema i 5 canti poiché cupi e malinconici, che male si armonizza con l’ironia del poema.
Egli utilizza:ironia come chiave di interpretazione della realtà, l’entrelacement, intreccio di fili narrativi: si interrompe in un punto cruciale il racconto di un personaggio per passare a narrare le vicende di altri, creando suspance e evitando di dare troppa importanza al singolo (opera policentrica), autocoinvolgimento del poeta permette di richiamare il lettore alla realtà.

La struttura del poema è legata al tema della quete, inchiesta: il movimento dell’azione è determinato dalla ricerca da parte dei cavalieri di un “oggetto del desiderio” “poema del movimento”. Ci sono luoghi reali (Parigi, Europa , Oriente, mediterraneo) uniti a luoghi fantastici (labirinti, palazzi incantati, selve).
Ariosto desacralizza i suoi eroi non ricorrendo all’arma della caricatura, ma descrivendoli in atteggiamenti poco eroici(Orlando cade/Angelica maschio).
Calvino afferma che è un poema che si rifiuta di iniziare(Boiardo) e di finire(revisioni).

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