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Orlando Furioso - Canto I, Analisi

Appunto contenente l'analisi del canto I dell'Orlando Furioso, in cui si introduce l'argomento e prende l'avvio l'azione

E io lo dico a Skuola.net
Analisi
Il motore principale è Angelica, la quale si addentra nella selva, che si presenta come locus horridus (spaventosa e scura) e nello stesso tempo amoenus(scorrere lento e melodioso dell’acqua, fresca erba, biancospini fioriti). Ma la selva è soprattutto lo spazio vasto in cui i personaggi si muovono, inseguono l’oggetto della loro ricerca.

C’è l’impiego del meccanismo dell’attesa delusa, che innesca una serie di cambiamenti di rotta che danno al poema un’immagine di opera aperta. Ariosto è testimone di un periodo di crisi del Rinascimento, caratterizzato da un profondo pessimismo rispetto alle capacità dell’uomo; il dibattersi dei personaggi e il loro strenuo tentativo di ottenere l’oggetto del proprio desiderio rappresenta una celebrazione dell’agire umano.

La mutevolezza degli eventi è resa con la tecnica dell’entrelacement: i percorsi narrativi dei vari personaggi si intrecciano in modo apparentemente casuale e caotico. Il filo conduttore può essere colto nella presenza della voce narrante, che interviene di frequente in prima persona per riportare il lettore alla realtà e farlo riflettere in senso etico o per chiarire l’identità di alcuni personaggi.

Ariosto contrappone i personaggi idealisti, che per la loro incapacità di vedere la realtà sono destinati alla sconfitta (Orlando che insiste nell’idealizzazione di Angelica) a quelli dotati di senso pratico (decisione di Ferraù e Rinaldo di interrompere il duello).

Per quanto riguarda il lessico linguaggio bembesco (fiorentino letterario) si contrappone a costrutti più vicini al parlato. Ci sono anche echi della Commedia di Dante (Argalia ricorda Farinata nel suo uscire dal fiume; l’impallidire di Ferraù l’episodio di Paolo e Francesca).
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